di Massimo Marnetto Amodei si è fermato prima di Oppenheimer, il padre della bomba atomica, che si rese conto dell’enorme potenziale di morte che aveva creato, solo a distruzione nucleare avvenuta. Lo scienziato tedesco-americano aveva l’attenuante di un conflitto in atto e dell’imminente raggiungimento dello stesso risultato da parte dei nazisti. Amodei, no. E cosìContinuaContinua a leggere “AI armi”
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Chi invade chi
Quanto propone Massimo nella sua nota quotidiana è banalmente quello che bisognerebbe fare se una logica di pace seguisse alla proclamata volontà di pace. Una logica non strumentale come quella che vige nei rapporti internazionali, governata dai “purché”. Sarebbe giusto, ma conviene? Forse, purché….. Ma la pace sulla terra, come canta la Bibbia e predicanoContinuaContinua a leggere “Chi invade chi”
Reader’s – 5 giugno 2023 – rassegna web di nandocan magazine
I poveri e l’ideologia del merito. Merito deriva da merere, cioè guadagnare, da cui derivano anche mercede e meretrice. La meritocrazia è l’ideologia del merito che, come tutte le ideologie, prende una parola che ci piace e ci affascina, la manipola e la perverte. E così, in nome della valorizzazione di chi è meritevole e povero, l’ideologia meritocratica è diventata la legittimazione etica della diseguaglianza.Don Milani, di cui festeggiamo quest’anno il centenario, queste cose le sapeva molto bene. Sapeva che i suoi ragazzi di Barbiana non erano demeritevoli: erano soltanto poveri; non erano colpevoli, erano soltanto poveri.(Bruni) /L’Ue vota l’economia di guerra: «Fondi Pnrr per le armi». Dal welfare al warfare (Rem) /
Reader’s – 3 febbraio 2023. Rassegna web
Attuale piú che mai, l’ironia del titolo di un film tra i più noti di Alberto Sordi non era che l’amaro sorriso su una brutale verità. Troppi sottovalutano il ruolo dei produttori e commercianti di armi nel fomentare ogni genere di conflitto su cui fondano le proprie fortune. Ignorano o fingono di ignorare che si tratta di un interesse analogo a quello dei produttori di qualunque bene superfluo nel creare o favorire le condizioni che ne sollecitano l’acquisto. Con margini di guadagno che non hanno paragoni con altri beni di consumo. E poiché non c’è difesa senza offesa e l’una e l’altra mutano facilmente a seconda del punto di vista, la destinazione delle armi è dal punto di vista del fabbricante (o del commerciante) del tutto indifferente.
Reader’s – 1 febbraio 2023. Rassegna web
A chi rispondono i consiglieri di amministrazione della RAI per il loro mandato? Domanda retorica rivolta ieri dal segretario dell’Usigrai Daniele Macheda. Perché a chi rispondono lo sanno ormai quasi tutti, figuriamoci quelli come me, che all’Usigrai ho dedicato un bel po’ di anni. Li chiamiamo “editori di riferimento”, da quando Bruno Vespa usò questoContinuaContinua a leggere “Reader’s – 1 febbraio 2023. Rassegna web”
Reader’s – 12 novembre 2022. Rassegna web
Ottomila volontari stranieri provenienti da 60 paesi tra le fila dei militari ucraini, secondo Mosca. ‘Per un soldo che non supera i 250 euro al mese’. Non ‘mercenari’ quindi, e quasi sempre, soldati di poco conto a tanto entusiasmo. «Poi, nascosti all’ombra dei volontari internazionali operano sia gruppi di contractors altamente specializzati, sia militari in servizio effettivo nelle forze armate di stati NATO», svela Gian Micalessin su Analisi Difesa.
Gli aiuti nascosti da parte occidentali all’Ucraina. Oltre alle tantissime armi, a miliardi di dollari, anche e soprattutto, istruttori per come usarle, contractors per le cose più difficili, e intelligence varia per sapere dove colpire.
Le armi sole al comando
Nel caso della guerra d’Ucraina le armi non solo ne sono protagoniste, ma anche sono le sole al comando; sono loro che l’hanno decisa, provocata, che la governano e che ne decidono la durata. Non si è creduto che le armi ammassate ai confini della Russia fossero un invito alla guerra. Non si è creduto che le armi fossero la vera ragione della guerra da parte della Russia, facilissima perciò ad essere rimossa con un accordo sulla reciproca sicurezza. Si è preferito farsi vittime dell’aggressione, adducendo una miriade di altre ragioni occulte dell’invasione, tali per cui il negoziato diventava impossibile; e quando all’Ucraina sono mancate le armi non si è fatto altro che andarle a chiedere a mezzo mondo e quello che chiamiamo Occidente ha fatto a gara per fornirle, a cominciare dagli avanzi delle guerre precedenti, virtuali o reali, col vantaggio collaterale di svuotare i propri arsenali e renderli accoglienti per altri più moderni e costosi armamenti.
Guaidò da Pence, armi dall’Ucraina, Venezuela alle soglie della guerra
Difficile situazione e difficile verità dei fatti, commenta il sito di Ennio Remondino. Merita tuttavia attenzione quanto scrive un analista di grande prestigio come il professor Pino Arlacchi, vice segretario generale dell’ONU alla fine degli anni novanta e ordinario di sociologia all’università di Sassari. L’ex parlamentare del Pd spiega sul sito “L’Antidiplomatico” perché “sono le barbareContinuaContinua a leggere “Guaidò da Pence, armi dall’Ucraina, Venezuela alle soglie della guerra”
Ascoltiamoli “a casa loro”. Rompiamo il silenzio sull’Africa
La RAI, sedicente servizio pubblico radiotelevisivo, ha di recente portato a 23 il numero dei suoi corrispondenti dall’estero. E per dimostrare il proprio interesse per quanto avviene nel continente africano, dalle tragedie e dalle sofferenze del quale dipende oltretutto una delle principali emergenze di casa nostra, ha lasciato un solo corrispondente ad occuparsi di quantoContinuaContinua a leggere “Ascoltiamoli “a casa loro”. Rompiamo il silenzio sull’Africa”
Sulla licenza di sparare di notte
Roma, 5 maggio 2017 – “Meno male che c’è il Senato”, ha commentato ironicamente stamani il Presidente Grasso dopo aver letto sui giornali che il segretario del Pd Matteo Renzi aveva definito un “pasticcio” la legge sulla legittima difesa che il suo partito aveva poche ore prima approvato in Parlamento. Una legge che secondo il ministroContinuaContinua a leggere “Sulla licenza di sparare di notte”
