Quanto propone Massimo nella sua nota quotidiana è banalmente quello che bisognerebbe fare se una logica di pace seguisse alla proclamata volontà di pace. Una logica non strumentale come quella che vige nei rapporti internazionali, governata dai “purché”. Sarebbe giusto, ma conviene? Forse, purché….. Ma la pace sulla terra, come canta la Bibbia e predicano invano anche quasi tutte le religioni, è riservata agli uomini (e ai popoli) di buona volontà. E invece nessuno parla più di disarmo e accumulare armi e missili ai confini ( o addirittura incoraggiarne l’impiego) è ritenuto anche oggi dai leaders europei il modo migliore per ristabilire un “equilibrio del terrore” (vedi il recente consenso della UE all’uso delle armi fornite all’Ucraina anche in territorio russo).
di Massimo Marnetto
L’Ucraina, dopo essere stata invasa, invade a sua volta la Russia e molti si stupiscono. In guerra – come in pace – vale il principio di reciprocità: si fa prigioniera la terra, come i soldati, per arrivare a degli scambi. Allora invece di misurare con il bilancino se siamo ancora nella legittima difesa od oltre, chi grida allo scandalo dovrebbe cogliere l’occasione e volare a Mosca – ora – per chiedere a Putin di esprimere le sue condizioni per sedersi al tavolo di pace: arrivare a Kiev e fare lo stesso; telefonare a Pechino e Washington e acquisire pareri. Poi lavorare di lima e rifare il giro, fino a trovare una base per convocare una conferenza, in regime di tregua. Il pacifismo da fermi è indifferenza camuffata da indignazione.
