Chi invade chi

Quanto propone Massimo nella sua nota quotidiana è banalmente quello che bisognerebbe fare se una logica di pace seguisse alla proclamata volontà di pace. Una logica non strumentale come quella che vige nei rapporti internazionali, governata dai “purché”. Sarebbe giusto, ma conviene? Forse, purché….. Ma la pace sulla terra, come canta la Bibbia e predicanoContinuaContinua a leggere “Chi invade chi”

Reader’s – 25 maggio 2023 – rassegna web di nandocan magazine

l’estensione della NATO ai Paesi dell’Est europeo fino ai confini della Russia, causa dell’attuale guerra in Europa, non è stata dettata da esigenze di difesa o da ragioni politiche, data l’esistenza di accordi di pace e disarmo raggiunti tra Stati Uniti e Unione Sovietica alla fine della guerra fredda. Essa fu invece comprata a partire dal 1996 dalle industrie delle armi degli Stati Uniti e da un gruppo di neoconservatori che investirono oltre 50 milioni di dollari (equivalenti a 94 milioni di oggi) per ottenere l’espansione dell’Alleanza a nuovi Paesi e poterli in seguito rifornire di tutte le armi necessarie, come poi è avvenuto con la guerra in Ucraina, finanziata finora con oltre 100 miliardi di dollari di armamenti.È quanto risulta da un documento di ex diplomatici e ambasciatori, consiglieri della Sicurezza Nazionale, esponenti delle Forze Armate e analisti americani, uscito il 16 maggio sul “New York Times”, che pubblichiamo nel nostro sito.

Reader’s – 27 febbraio 2023.

Elly Schlein ha vinto, contro ogni aspettativa. Il segnale dell’inversione di rotta alla nave del Nazareno è arrivato. Ora, a partire dai “temi” su cui il nuovo leader del PD si è impegnato a rinnovare dall’opposizione la strategia del partito, non rifiutando per una presunta “vocazione maggioritaria” le alleanze necessarie a percorrerla, può finalmente avviarsi la costruzione di una nuova “sinistra”. Come scrive Marnetto nella nota che segue, “basta col partito ibrido” tessuto negli scorsi anni da Renzi e dai renziani, in parte lasciati a guardia del PD anche dopo la fondazione di “Italia viva”. / Lo spirito rurale e il conformismo dell’inutilità, di Antonio Cipriani / Tre diversi aspetti della stessa guerra, propone Lucio Caracciolo su Limes. O le tre diverse guerre che si combattono nello stesso campo di battaglia.

Reader’s – 10 dicembre 2022 Rassegna web

Chi guadagna con la guerra in Ucraina. Un’altra vetrina per il commercio delle armi. È come se i colossi delle armi non conoscessero la parola crisi. I loro guadagni crescono ininterrottamente da sette anni a questa parte. Equivalgono alla ricchezza nazionale che un Paese prospero come il Belgio riesce a mettere su in un anno. E il futuro si annuncia altrettanto roseo, perché la guerra in Ucraina sta gonfiando i bilanci militari in tutta Europa. La sola Germania ha sbloccato 75 miliardi di euro per comprare nuove armi. Italia, Francia, Polonia, Belgio, Olanda e Paesi Baltici hanno in animo di rinverdire tutto il parco terrestre, aereo e navale.

Reader’s – 2 novembre 2022. Rassegna web

Per avere un’idea del coinvolgimento anche del nostro paese nella guerra in corso tra Russia ed Ucraina basta leggere i giornali come La Repubblica o lindipendente.online, che riportano le “indiscrezioni” sulle nostre armi inviate a Kiev. “Tra le armi che l’Italia ha donato all’Ucraina vi sarebbero alcune delle dotazioni più moderne a disposizione del nostro esercito e della NATO. Tra questi figurerebbero anche i MLRS, armi a lunga gittata che, nelle dichiarazioni del vice capo del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, avrebbero sensibilmente aumentato il rischio di un’escalation verso un conflitto mondiale.

Reader’s – 23 settembre 2022. Rassegna web

Il salto di scala militare è immediatamente salto di scala politico e geopolitico. E si spera che il terrore per il famigerato bottone nucleare faccia finalmente il miracolo di mettere in testa a una classe priva di senso della storia che la guerra in Ucraina non è una guerra regionale in cui basta schierarsi dalla parte dei valori democratici perché il cattivo perda e tutto torni al posto suo: è una guerra destituente e costituente dell’ordine mondiale, dopo la quale, e comunque vada a finire, al posto suo non tornerà niente. Questione epocale, sulla quale non una sola parola è stato possibile ascoltare nella ridondanza mediatica e comunicativa della campagna elettorale italiana. Dove la guerra ha giocato un ruolo sorprendentemente bifronte.