‘I sistemi fiscali sono più progressivi di quanto si pensa’, sostiene il giornale confindustriale britannico facendo la sua parte. Un’illustrazione che mostra una bilancia gigante, con su un lato una grande pila di denaro e l’altro molto più leggero. Col ‘sogno’ di qualcuno –lo Stato-, che spinge il denaro dal lato più pesante a quello più leggero. Un’economia alla “Robin Hood”. Mentre dagli Stati Uniti, piangono i poveri parlamentari vessati di lavoro.
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Regno Unito nella trappola Ucraina e i conti con l’Europa
Lo scontento popolare britannico che a luglio ha premiato, a valanga, il ‘Labour’ di Keir Starmer. Il nuovo premier, succeduto al tory Rishi Sunak, ha però trovato, nel fondo della sua strepitosa vittoria, anche le ferite gravissime inferte al Paese dal malgoverno conservatore: deficit pubblico allo scasso, servizi sociali trascurati, qualità della vita in declino, pressione migratoria sempre più incalzante e, l’annoso problema dei rapporti con l’Europa. (Orteca)
Reader’s – 15 ottobre 2022
La flat-tax che vuole Salvini è un modo per detassare i ricchi, facendo pagare loro la stessa aliquota dei poveri. Una analoga riduzione che la conservatrice britannica Liz Truss ha applicato appena diventata premier. E che in poco tempo ha provocato danni clamorosi alla sterlina e all’economia dell’Isola. Crolli così rilevanti che la nuova Signora di Ferro ha dovuto fare marcia indietro, sacrificando il suo Ministro dell’Economia Kwasi Kwarteng come capro espiatorio, per conservare (forse) la poltrona.
Gli USA fermano la vendita di bombe all’Arabia Saudita. E noi?
Roma, 17 dicembre 2016 – Mentre il Natale porta nelle nostre case milioni di richieste postali di aiuto per i bambini vittime dei bombardamenti in Siria, in Africa e nel Medio Oriente, arriva dagli Stati Uniti una buona notizia. Martedì scorso, 13 novembre, il governo di Obama avrebbe disposto il blocco dell’ esportazione di bombe di precisione inContinuaContinua a leggere “Gli USA fermano la vendita di bombe all’Arabia Saudita. E noi?”
Londra sotto choc. I Tg di giovedì 16 giugno
Pensatela come volete ma io sono davvero spaventato all’idea che il gesto omicida di un malato di nervi possa suscitare n’ondata emotiva capace di condizionare il voto popolare in una scelta così importante come il Brexit. E mi conferma sempre più nella convinzione che la democrazia non possa reggersi soltanto sulla consultazione periodica dei cittadini,ContinuaContinua a leggere “Londra sotto choc. I Tg di giovedì 16 giugno”
Nuove rivelazioni sulla morte di Giulio. Il dolore dei Regeni per il voltafaccia inglese
“Dal regime di Abd al-Fattah al-Sisi non ci si poteva aspettare nulla di diverso”, scrive Antonella Napoli su Articolo 21 a proposito del depistaggio continuato delle indagini sulla fine tragica del ricercatore italiano. “Verità su Giulio Regeni”, lo striscione appeso sulle finestre della FNSI e di tanti altri edifici pubblici, è un’invocazione tanto giusta quantoContinuaContinua a leggere “Nuove rivelazioni sulla morte di Giulio. Il dolore dei Regeni per il voltafaccia inglese”
Brexit, contraddizioni bilaterali
Da questo articolo, apparso ieri sul sito dell’Istituto Affari internazionali, mi pare di poter dedurre che nel dibattito sul Brexit lo scontro tra gli inglesi alla vigilia del referendum non sia tanto sulla partecipazione o meno al processo di integrazione europea, quanto sul modo migliore per continuare ad impedirlo, frenandolo come hanno fatto finora dall’interno o boicottandolo dall’esterno.ContinuaContinua a leggere “Brexit, contraddizioni bilaterali”
Renzi “a patti” col (suo) partito.Ma quando?
Congresso anticipato a quando? Sembra che l’osservatorio tg trascuri questo piccolo particolare, tutt’altro che irrilevante. Perché se la data annunciata è quella del novembre 2016, la “promessa” di Renzi sarebbe solo un altro tentativo gratuito di tenersi buona la sinistra del partito, e magari di una parte dell’elettorato, fino a quando l’esito del referendum/plebiscito diContinuaContinua a leggere “Renzi “a patti” col (suo) partito.Ma quando?”
Il pianeta azzurro, l’unico che abbiamo. I Tg di venerdì 22 aprile
***Lo spreco dell’aggettivo “storico” da parte dei media è diventato ormai insopportabile, tanto che produce noia e assuefazione. Se poi dai titoli si scende all’articolo, si capisce che la dichiarazione di guerra al riscaldamento globale “potrebbe essere storica se ecc.ecc”. La vera notizia è che non è neppure un trattato e dell’accordo si attendono ancora leContinuaContinua a leggere “Il pianeta azzurro, l’unico che abbiamo. I Tg di venerdì 22 aprile”
