“Finché c’è guerra c’è speranza”
Attuale piú che mai, l’ironia del titolo di un film tra i più noti di Alberto Sordi non era che l’amaro sorriso su una brutale verità. Troppi sottovalutano il ruolo dei produttori e commercianti di armi nel fomentare ogni genere di conflitto su cui fondano le proprie fortune. Ignorano o fingono di ignorare che si tratta di un interesse analogo a quello dei produttori di qualunque bene superfluo nel creare o favorire le condizioni che ne sollecitano l’acquisto. Con margini di guadagno che non hanno paragoni con altri beni di consumo. E poiché non c’è difesa senza offesa e l’una e l’altra mutano facilmente a seconda del punto di vista, la destinazione delle armi è dal punto di vista del fabbricante (o del commerciante) del tutto indifferente.
Tutt’altro che indifferente invece è la motivazione esplicita dell’acquisto, che esige invariabilmente una buona dose di ipocrisia. Oggi molto piú che in passato, poiché la potenza distruttiva delle armi e il risultato di morte e distruzione che produce hanno (ahimè) allargato il sentimento pacifista dell’opinione pubblica e obbligano il cinismo (spesso ben retribuito) dei gruppi dirigenti a mascherare in vario modo le logiche di dominio. Dalle “missioni di pace” alle “guerre umanitarie”, fino ad oggi mai decise in totale autonomia da un’autorità sovranazionale, la pubblicità resta anche per le armi l’anima del commercio. (nandocan)
‘L’anno del Leopard’, oroscopo bellico, fortuna per il costruttore dei tank più amati sul mercato
di Ennio Remondino
L’azienda tedesca Rheinmetall, spinta dai nuovi mega-contratti e dalle imminenti acquisizioni, sbanca la Borsa. Le polemiche politico-militari sui Leopard-2 all’Ucraina si sono rivelate uno spot assolutamente vincente sul mercato armamenti. All’Ucraina ne sono stati promessi 139, anche se a maggio ne saranno pronti appena 29, per il resto, consegne incerte regolate dall’andamento della guerra che prima o poi dovrà pur finire con tanti Leopard in magazzino.
‘L’anno del Leopard’, i soli a cui porta fortuna
«Undici mesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina il costruttore dei tank più richiesti dal mercato di guerra celebra il record degli affari alla Borsa di Francoforte, profilando il suo luminoso futuro industriale assicurato dai nuovi mega-contratti», segnala Sebastiano Canetta a cui dobbiamo anche la trovata dell’oroscopo bellico, ad alleviare almeno per un attimo la cupezza delle sofferenze umane nascoste dietro gli onanismi armati.
Affari di guerra oltre il Leopard
Partnership tedesca con gli Usa per costruire su licenza i missili Himars che verrà annunciata ufficialmente alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco il 17 febbraio, o il recente ordine del governo di Sanna Marin per i missili anticarro tedesco-israeliani, così come l’imminente acquisizione di Expal Systems, il colosso spagnolo delle munizioni. «È il business sconfinato di Rheinmetall, leader europeo nella fabbricazione di sistemi d’arma e progettista con Krauss-Maffei del celebre Leopard-2: il carro armato più diffuso negli eserciti della Nato».
Leopard polacchi dati all’Ucraina, altri soldi
La sola licenza di esportazione del panzer già venduti ad altri Paesi, appena sbloccata dal cancelliere Scholz farà incassare all’impresa fino a 350 milioni di euro all’anno come certifica ‘Stifel Equity Research’. Senza contare la partita commerciale dei mezzi ‘Puma’ e dei cingolati ‘Marder’ forniti dalla Germania in quantità industriali, prima che i Leopard-2 li sostituissero come nuove Wundewaffen in grado di ribaltare le sorti del conflitto.
Conti pubblici, da loro
Numeri da capogiro prima ancora della pubblicazione del bilancio 2022 prevista per il 16 marzo. ‘Dati preliminari’ non ancora esatti alla virgola, ma comunque da brivido. «Nel 2022 Rheinmetall Ag ha generato un fatturato 6,4 miliardi di euro. In confronto alle vendite del 2021 – pari a 5,6 miliardi di euro – rappresenta un aumento di circa il 13%. Anno record per l’azienda con tassi di crescita superiori al 20%». Merito dei profitti inaspettati rispetto alle previsioni di prima della guerra, ovvero le vendite extra dovute al vertiginoso aumento della spesa pubblica per gli armamenti da parte degli Stati non solo dell’Alleanza atlantica direttamente legate al conflitto in Ucraina.
E ora il pubblico tedesco applaude
Mentre l’amministrazione delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, sottolinea l’improvviso cambio di direzione della pubblica opinione tedesca fino a ieri in maggioranza pacifista. «Prima venivamo insultati e talvolta minacciati. Oggi invece la gente mi dice ‘grazie a dio ci sei’, è il miracolo della guerra d’Ucraina», sottolinea con dubbia scelta di parole il manager noto in Germania che tiene in ufficio la sua intera collezione di modellini di carri armati, compresi i deprecati Abrams statunitensi.
La Borsa e gli arricchimenti di guerra
Scopriamo anche che il giorno dopo la decisione della Germania di inviare i Leopard a Kiev le azioni Rheinmetall sono salite al massimo storico in Borsa. «Il produttore di tank, munizioni e altre attrezzature belliche ha raggiunto il valore di circa 10 miliardi di euro: un aumento di due volte e mezzo nell’ultimo anno con potenziale rialzo dell’indice tedesco Dax»è la ‘coincidenza finanziaria’ sottolineata dalla Reuters. In pratica, sottolinea Canetta, la polemica politico-militare dei Leopard-2 mediaticamente ‘montata’ si è rivelato come la migliore pubblicità per il mezzo corazzato tedesco.
Business armato europeo
Rimbalzi economici anche in Spagna dopo la clamorosa acquisizione di Expal Systems da parte di Rheinmetall. Il gigante tedesco metterà le mani su sei fabbriche di bombe in Spagna (Oviedo, Burgos, Navalmoral, El Gordo, Albacete e Murcia) più lo stabilimento di Texarkana negli Stati Uniti. L’azienda tedesca è nota anche in Italia per le discusse bombe RWM costruite in Sardegna e vendute ai sauditi per colpire nello Yemen. Expal vale circa 1,2 miliardi di euro e quest’anno prevede un fatturato di 400 milioni con capacità produttive stimate tra 700 e 800 milioni all’anno.
Debito contando sul riarmo
Per finanziare gran parte dell’acquisto Rheinmetall emetterà per un importo di 1 miliardo di euro; il resto lo pagherà cash o con prestiti bancari ad hoc. L’acquisizione di Expal dovrebbe essere conclusa entro l’estate, anche se deve ancora essere approvata dall’antitrust di Madrid. Si tratta pur sempre di una produzione strategica, con l’eterno e irrisolto dibattito sull’avere o non avere le armi per favorire la pace.
M.EL.O.N.I.
di Massimo Marnetto
Giornalista – Presidente Meloni, che ne pensa delle dichiarazioni di Donzelli?
Meloni – Lo Stato non cede alla mafia!
Giornalista – Me prenderà provvedimenti con Delmastro?
Meloni – Gli italiani ci hanno votato!
Giornalista – Il 41 bis è adeguato per Cospito?
Meloni – Sono orgogliosa di essere italiana!
Giornalista – L’autonomia differenziata spaccherà il Paese?
Meloni – Ci batteremo per il presidenzialismo!
Metodo M.EL.O.N.I : Maniera per ELudere Opinioni e Notizie Imbarazzanti
Pensiero radicale e pensiero superficiale.
di Giovanni Lamagna
La maggior parte delle persone di fronte alla prospettiva di dover pensare (parlo qui non del pensiero superficiale, che è dato a tutti, ma del pensiero radicale, che si pone le domande sui fondamenti) prova un senso di vertigine e se ne ritrae.
Forse per questo i pensatori radicali non sono molto amati, anzi spesso sono osteggiati e perfino perseguitati.
Perché provocano disagio, imbarazzo, mettono gli altri di fronte alla povertà dei loro ragionamenti, li costringono a guardare nel profondo, l’abisso dal quale la maggioranza degli uomini invece fugge, preferisce tenersi lontana.
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