di Massimo Marnetto Israele, dietro alla motivazione ufficiale della caccia ai militanti di Hezbollah, porta avanti le sue mire espansionistiche. Mire non esplicite, ma camuffate dalla fase intermedia della creazione di ‘’zone cuscinetto’’ provvisorie, pronte a diventare definitive per usucapione, dopo una lunga occupazione che renda accettabile la loro annessione per il mondo. Così, il governo diContinuaContinua a leggere “Espansionismo”
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Mancato accordo: il problema di Trump non è l’Iran ma Israele
Ennio Remondino su Remocontro L’ormai caricaturale ‘tira e molla’ dell’«intransigente Donald Trump» con la presidenza in bilico grazie all’Alleato ‘Amico per la pelle’. Alla Casa Bianca si fa teatro chiamandolo diplomazia. Teatro della ripresa dei bombardamenti o fantasy dell’attacco di terra. Mentre Netanyahu insegue la guerra ad oltranza per cercare di salvarsi alle elezioni eContinuaContinua a leggere “Mancato accordo: il problema di Trump non è l’Iran ma Israele”
Sicuri che Israele sia ancora una democrazia?
Piero Orteca su Remocontro Il servizio segreto più famoso del mondo è diventato lo specchio delle contraddizioni politiche e democratiche dello Stato ebraico. Per il suo controllo si è scatenata una vera rissa istituzionale, davanti alla Corte suprema. Netanyahu vuole imporre come capo un suo fedelissimo. Mentre gli oppositori coalizzati contrattaccano. Una democrazia bloccata OrmaiContinuaContinua a leggere “Sicuri che Israele sia ancora una democrazia?”
Trump-Netanyahu: ‘flotilla’ e ‘pace eterna’ in Medio Oriente
Garantire il dominio neo-coloniale degli Stati Uniti sulla produzione e la distribuzione del petrolio mediorientale nella gran parte del mondo occidentale e non solo. Una costosa presenza militare serve soprattutto a questo, anche quando avviene indirettamente attraverso lo stato di Israele. Il potere di Netanyahu, l’americano, vive o sopravvive per questo (nandocan) Ennio Remondino suContinuaContinua a leggere “Trump-Netanyahu: ‘flotilla’ e ‘pace eterna’ in Medio Oriente”
Iran, anche il Mossad ha sbagliato i suoi calcoli?
Piero Orteca su Remocontro Come già accade negli Stati Uniti, anche in Israele, visto che l’Iran si sta dimostrando un osso più duro del previsto, cominciano a volare stracci. E si scopre che (forse) il mitico Mossad ha sbagliato i suoi calcoli, mentre Netanyahu (di sicuro) li ha invece presi per buoni. Magari utilizzandoli comeContinuaContinua a leggere “Iran, anche il Mossad ha sbagliato i suoi calcoli?”
Iran, qualcosa non torna. Gli Usa hanno un piano?
Piero Orteca su Remocontro Qual è il vero obiettivo dell’attacco israelo-americano all’Iran? Tutti gli analisti sono convinti che il nucleare c’entri fino a un certo punto. Trump e Netanyahu mirano ad abbattere il regime degli ayatollah. Giusto. La netta sensazione è proprio questa. Ma Washington ha un piano preciso per raggiungere tale scopo, che sembraContinuaContinua a leggere “Iran, qualcosa non torna. Gli Usa hanno un piano?”
Cisgiordania israeliana e palestinesi in Giordania
Anche chi rimaneva sorpreso nel leggere che Netanyahu ha contribuito in passato al finanziamento di Hamas oggi comincia a chiedersi se stava soltanto preparando una scusa per l’invasione israeliana, sia pure al prezzo di qualche vittima tra i connazionali. Oggi si può dire che in fatto di rappresaglie gli israeliani non hanno davvero più scrupoli dei loro carnefici di ieri e di oggi. Quanto ad invasione di territori, il doppiopesismo dei governi occidentali rispetto a quella dei russi in Ucraina è ormai sotto gli occhi di tutti (nandocan)
Quante parole
nel rito officiato alla Casa Bianca, nel quale Donald Trump ha annunciato la Buona Novella della pace perpetua non solo a Gaza ma in tutto il Medio Oriente, si è potuto vedere in modo impressionante come realtà e apparenza, verità e menzogna, fatti e simboli siano strettamente legati nell’attuale politica americana, sicché il discernimento di ciò che veramente è e di ciò che veramente accade diventa il primo compito da assolvere per potersi assumere la responsabilità dell’agire.(La Valle)
Genuflessa a USraele
Si può ragionevolmente parlare di responsabilità del governo italiano in relazione al fatto che esso non sta facendo letteralmente nulla per provare a fermare Netanyahu e il suo massacro genocidario condotto contro la popolazione palestinese, a differenza di quanto sta provando a fare con coraggio la Spagna di Sánchez. Più precisamente, il giullaresco governo della destra neoliberale, che nulla ha di patriottico essendo del tutto genuflesso a Washington, a Bruxelles e a Israele, prende posizione verbalmente contro Netanyahu e poi, in concreto, non fa nulla: ma criticare verbalmente l’oggetto lasciandolo essere lì dov’era e com’era prima equivale non già a criticare realmente l’oggetto, ma a giustificarlo per via indiretta
La Palestina nella visione sionista, ovvero “Giudea, Samaria e i territori contesi”
A margine dei tanti articoli pubblicati in questi giorni sulla Palestina e sul genocidio in atto della popolazione di Gaza ad opera dell’ esercito israeliano, riprendo da Facebook la versione di un attivista sionista. Non tratta delle vicende di questi giorni attorno alla flottiglia ma degli eventi storici che hanno preceduto e accompagnato la progressiva occupazione israeliana di quei territori e della Cisgiordania in particolare. Un’occupazione, aggiungo da parte mia, non soltanto militare ma di tipo coloniale, ciò che renderà problematica se non impossibile la soluzione dei due Stati per due popoli sostenuta dalla maggior parte di noi. (nandocan)
