La politica internazionale letta in italiano

Sondaggio ISPI-IPSOS DOXA. Col ritorno di Trump alla Casa Bianca, la guerra in Ucraina ancora senza soluzione e un fragile cessate il fuoco a Gaza, gli italiani guardano al 2026 con apprensione. Cresce la percezione di un mondo più instabile, in cui l’Europa appare sempre più sola. Gli Stati Uniti di Trump non sono più considerati un alleato affidabile, la Russia è intesa ancora come minaccia, l’UE come riferimento, ma con molti dubbi sulla sua capacità di incidere sulla gestione dei conflitti nel mondo. (Remocontro)

Subordinazione geopolitica: Europa a stelle e strisce

L’Europa, un tempo protagonista della diplomazia internazionale, con l’inizio della guerra in Ucraina e con la recente versione dell’Unione europea si è lasciata trascinare nella scia strategica di Washington, è l’accusa pesante di Giuseppe Gagliano, di Cestudec (Centro studi strategici Carlo de Cristoforis). Un allineamento costosissimo sul fronte energetico, politico e sociale. Fine della sua centralità geopolitica e rischio di crisi strutturale. (Gagliano)

Genocidio a Gaza, oggi inizia il processo a Israele

Prima udienza alla Corte internazionale dopo la denuncia di Pretoria per genocidio, Tel Aviv prova a impedire l’ingiunzione di «Stop all’attacco». Dalle 84 pagine di accuse: «Israele ha commesso, sta commettendo e rischia di continuare a commettere atti di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza». L’eventuale decisione dei 15 giudici è vincolante: possibili sanzioni Onu se non viene rispettata…(Orteca)

Israele-ebrei-palestinesi: una questione di cultura e di religione

Irrisolto il dilemma sul futuro della Striscia. Timori arabi per la ‘cacciata’ dei palestinesi. La crisi letta da Eric Salerno, cultura laica e origine ebraica. «Cultura e religione, religione e cultura. Due degli ingredienti fondamentali dello scontro in atto in Medio Oriente». Le frontiere di conquista. Pulizia etnica e vizi di famiglia. Guerra lunga, Usa sotto ricatto, Europa inesistente. Banditismo dei coloni e modelli di nazismo ebraic

Stati Uniti con Israele in cerca di un ‘dopo’ possibile

Invasione via terra operativa con i tank che tagliano in due la Striscia e accerchiano Gaza City. Gli Stati Uniti, sempre più soli accanto alla rappresaglia israeliana mandano Blinken a moderare il cimitero. Netanyahu nega anche la benzina ai generatori elettrici degli ospedali. Campi profughi di nuovo sotto le bombe e altri 195 morti a Jabaliya. L’Onu ripete: «Rischio genocidio».

Biden in Israele irrita tutto l’Islam e all’Onu fa votare contro la tregua

“Stati Uniti contro tutti”, scrive Orteca. Difficile conciliarlo con le parole pronunciate da Biden giovedì scorso (“la leadership americana è ciò che tiene insieme il mondo”), dopo aver unificato, sotto lo stesso titolo della minaccia al “mondo libero”, due conflitti globali assai diversi, quello che ha per teatro l’Ucraina e quello che ha per teatro Israele. Ucraina e Israele, sostiene Biden, affrontano entrambi la stessa minaccia di annientamento da parte di tiranni e terroristi.“Stati Uniti per tutti”, dovremmo dire allora, perché per difendere la democrazia sono dollari e armi a fare la differenza. E questo è un punto di vista largamente condiviso dai media come dai leaders europei. Al Consiglio di sicurezza delle N.U. è accaduto diversamente ma tanto lì basta un veto. Ciò che io mi chiedo, però, è se ci sia democrazia fra le democrazie o meglio se convenga affidare alla parola di un mediocre presidente americano la rappresentanza dell’intero Occidente, anche a costo di inimicarci gran parte del pianeta.

Reader’s – 15/16 aprile 2023.

Piero Orteca commenta oggi con apparente realismo la rincorsa delle grandi potenze agli armamenti nucleari, ma anche lui ne scrive come se questa fosse davvero una garanzia attendibile per evitare la catastrofe del pianeta. Altri, come il sottoscritto, pensano invece che non lo sia affatto e considerano illusoria l’idea che una guerra “convenzionale” tra due potenze nucleari, magari corretta con l’uso “moderato” (sic) di armi nucleari “tattiche”, possa rappresentare un “male minore” da far rientrare nel novero delle strategie possibili. Del resto si ammette, come scrive Orteca, che “i rischi di ‘miscalculation’, di una guerra, cioè, scoppiata perché si è premuto il bottone sbagliato, sono elevati”.

Reader’s – 24 marzo 2023.

“Non c’è bisogno di essere cattolici bigotti e oltranzisti per essere contrari alla maternità surrogata”, scrive oggi su Facebook Gilberto Squizzato. “Si puó esserlo serenamente e con convinzione da laici e anche da femministe/i” e su questo debbo dire che anch’io, sperando di non scandalizzare nessuno dei compagni di sinistra, sono d’accordo con il mio vecchio amico. Non tutto, a mio avviso, dovrebbe poter essere comprato e venduto. E ha ragione, a mio avviso, Gilberto quando scrive che “forse Elly farebbe bene a non dare per scontato quello che scontato non è, aprendo una pacata, profonda e pluralista discussione dentro il PD”. / Deep fake (Marnetto) / Mosca-Kiev prigioniere in guerra nella sfida strategica Washington-Pechino / Processo per violenze nel carcere di S.M.Capua Vetere

Reader’s – 10 novembre 2022. Rassegna web

Guerra economica tra gasdotti e sanzioni / Sbarchi: revocare il criterio del porto ”più vicino” a vantaggio di una ripartizione più diffusa / A San Casciano dei Bagni una scoperta di importanza internazionale /Riproduzione fisica e riproduzione spirituale.

Guerra + armi = affari. Armi «Affitti e prestiti» o «cash&carry», paga e porta via. E «l’arsenale della democrazia»

Un po’ di storia che la drammatica attualità riporta vicino a noi. La discussa decisione italiana di fornire all’Ucraina, non solo aiuti umanitari ma anche armi. Il distinguo ipocrita tra armi da difesa e ‘armi letali’ a differenziare il modo di ammazzare. Armamenti per combattere le guerre spesso acquistati da altri. Giovanni Punzo oggi ciContinuaContinua a leggere “Guerra + armi = affari. Armi «Affitti e prestiti» o «cash&carry», paga e porta via. E «l’arsenale della democrazia»”