Più che una tentazione, l’abuso delle testimonianze riprese dai social media è conseguenza diretta del compromesso fra i due principali obbiettivi che si pongono le testate, il maggior numero di ascolti con il minor costo possibile di tempo e di denaro. Che poi il servizio pubblico richieda criteri diversi da quelli in uso nelle tv commercialiContinuaContinua a leggere “L’abbraccio ad Orlando. I Tg di lunedì 13 giugno”
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Attenzione: l’ISIS può ancora conquistarci
Come aiutare l’Isis ed essere infelici (nandocan) ***di Riccardo Cristiano, 18 febbraio 2015* – Quando i grandi comunicatori hanno ripreso a parlare del patto del Nazareno ho capito che gli uomini-rana dell’ISIS non erano sbarcati, le bandiere nere di al-Baghdadi non erano state issate né sui palazzi della Federcalcio né a Montecitorio. Eppure la possibilità c’è. NeiContinuaContinua a leggere “Attenzione: l’ISIS può ancora conquistarci”
L’ Isis, la propaganda mediatica e il terrore di ciò che non vogliamo conoscere
Ma ci vuole davvero tanto a capire che i video promozionali dell’Isis sono una trappola tesa all’Occidente per provocarne una reazione violenta? Che diversamente da altre crisi internazionali in cui l’Italia è stata coinvolta e la risposta militare da parte dei cosiddetti “volenterosi” in qualche modo subita, questa è probabilmente la prima volta che il nostroContinuaContinua a leggere “L’ Isis, la propaganda mediatica e il terrore di ciò che non vogliamo conoscere”
Boko Haram, la Nigeria, il Camerun e una guerra che rischia di allargarsi
Cercate su nandocan, negli osservatori tg delle serate più recenti, un accenno qualsiasi a informazioni o commenti su quanto avviene quotidianamente nell’Africa nera, la citazione di un titolo o di un servizio televisivi sulle stragi compiute in Nigeria dalla guerriglia di Boko Haram. Non lo troverete. L’ultimo, se non sbaglio, risale a lunedì 12 gennaio,ContinuaContinua a leggere “Boko Haram, la Nigeria, il Camerun e una guerra che rischia di allargarsi”
Iraq, ma non ci avevano detto che laggiù la guerra era finita?
Ora i casi sono due: o i veri motivi per cui si decidono le “guerre umanitarie” non sono quelli conclamati, che i mass media ci ripropongono più o meno acriticamente, e allora serve una riflessione sulla serietà, competenza e autonomia professionale di noi giornalisti, oppure lo sono e a riflettere sulla propria competenza, lucidità e strategia politicaContinuaContinua a leggere “Iraq, ma non ci avevano detto che laggiù la guerra era finita?”
