Negoziati inconcludenti per avere tempo di fare le cose peggiori

«Negoziare è già un successo ma non so se centinaia di migliaia di palestinesi nei campi profughi allestiti in fretta e furia a Rafah e dintorni, l’estremo sud della striscia di Gaza, valutano i colloqui in corso a Doha, in Qatar, nella stessa maniera». Eric Salerno, così la racconta in America, ‘La Voce di New York’, (The First Italian English Digital Daily in the US), senza fare sconti neppure ai principali e imbarazzati alleati dell’indecente Netanyahu. Che insiste: ‘la guerra finirà solo con la distruzione di Hamas‘. Cioè mai.

Reader’s – 12 dicembre 2022. Rassegna web

Eurotangentopoli e Cosa Nostra.Come capita sempre più spesso, il menu di oggi propone malavita e dintorni, dove per malavita si intende tanto quella mafiosa di cosa nostra quanto quella “al di sopra di ogni sospetto” di chi nasconde in casa propria sacchi di denaro contante, assai probabilmente frutto di corruzione. Se quest’ultima riesce ancora a sorprenderci credo sia perché nonostante l’evidenza sopravvive una doppia morale a seconda dell’ambiente sociale di riferimento. Per convincersene basta dare un’occhiata alle statistiche sulla popolazione carceraria oppure chiedersi perché i sospetti sulla imparzialità dei magistrati nascano solo quando viene indagato un leader politico. (nandocan)

Omofobia e terrore. Caffè del 13 giugno

Denunciare l’incoerenza, le contraddizioni logiche nei comportamenti più diffusi non soltanto dei potenti, ma della società nel suo insieme. Mostrare in ogni circostanza, sfidando l’impopolarità, l’arbitrio e il relativismo, in certa misura inevitabile, della nostra morale, l’uso frequente di due pesi e due misure a motivo di convenienza o di pregiudizio. Non vedo altro modo per contrastare ilContinuaContinua a leggere “Omofobia e terrore. Caffè del 13 giugno”

Iraq, ma non ci avevano detto che laggiù la guerra era finita?

 Ora i casi sono due: o i veri motivi per cui si decidono le “guerre umanitarie” non sono quelli conclamati, che i mass media ci ripropongono più o meno acriticamente, e allora serve una riflessione sulla serietà, competenza e autonomia professionale di noi giornalisti, oppure lo sono e a riflettere sulla propria competenza, lucidità e strategia politicaContinuaContinua a leggere “Iraq, ma non ci avevano detto che laggiù la guerra era finita?”

Medio Oriente: voci, gossip e strategie

 Un altro esempio di come superficialità e concisione non vadano d’accordo con una buona informazione sulle questioni internazionali complesse come la Siria o il conflitto palestinese. Ma questo vale anche per l’Ucraina e le difficoltà nei rapporti tra Occidente e Russia, dove difficilmente l’informazione frettolosa produrrà reazioni utili nell’opinione pubblica (nandocan). ****di Paola Caridi, 8 maggio 2014*ContinuaContinua a leggere “Medio Oriente: voci, gossip e strategie”