Non è più geopolitica, è un problema di psichiatria

Piero Orteca su Remocontro Quello di Trump alla guerra contro l’Iran, è un approccio schizoide, che sta facendo impazzire i mercati, oltre che le diplomazie di mezzo pianeta. Si susseguono, in un effluvio torrentizio, prese di posizione contraddittorie, condite da minacce, promesse e ricatti sempre più scollegati tra di loro. Basta solo confrontare l’intervista alContinuaContinua a leggere “Non è più geopolitica, è un problema di psichiatria”

Crisi Ucraina e alleanze “storiche”

Alleanze storiche finché durano, mutevoli come appunto la storia. Difficile credere che la presa di distanza degli Usa dall’Europa sia dovuta al brutto carattere di Trump. Tanto varrebbe dunque prenderne atto, qualunque cosa ne pensi Zelensky. Ciò che non significa ovviamente prendere ordini da Putin, solo accettare la prospettiva che, una volta venute meno le ragioni ideologiche, diplomazia e disarmo multilaterale oltre ad una ritrovata unità europea prendano finalmente il posto di una contrapposizione est ovest corredata dal rischio nucleare. (nandocan)

All’armi!!!???

Non esiste nessun «riarmo». Perché l’Europa non è mai stata disarmata. A partire dagli anni 90 le spese militari in Europa sono cresciute e cresciute. Nel 2022 hanno raggiunto la cifra di 135 miliardi! (Fonte: Consilium Europa EU) Nel 2024 PRIMA del grande piano di riarmo, l’Europa spendeva già più del doppio della Russia! Vi faccio leggere le parole del Centro Studi Europeo: «L’ampio divario tra spesa russa ed europea nel 2024 suggerisce cautela nel concludere che sia necessario un forte aumento della spesa militare». (Middei)

Ucraina, l’Europa rende Zelensky più intransigente

Una guerra con morti e distruzioni da entrambe le parti difficilmente può chiudersi con una ritirata di chi sta vincendo. In questo caso, la Russia. Ma forse un improvvido Zelensky contava, come Trump gli rimproverava in tv, sulla minaccia di un’ intervento della NATO. Anche a rischio di scatenare una guerra mondiale. E chissà che Biden a suo tempo non glielo avesse fatto credere. C’era o no un piano militare di schierare la Nato al confine con la Russia? A dispetto degli accordi di Minsk con Gorbaciov? In questo caso la politica di Trump sarebbe stata un dietro front. E Zelensky allora? Fuori gli USA, ci provi l’Europa. Ma una cosa è fare il tifo, un’altra è giocare. “Volenterosi” sì, ma “con juicio”. Su Remocontro, Piero Orteca sul contropiano europeo.(nandocan)

Sul fronte politico ucraino la sconfitta europea

Una logica da guerra fredda sopravvive all’estinzione del blocco comunista. Un onesto confronto diplomatico potrebbe garantire la sicurezza comune nel rispetto reciproco dei metodi di governo. Un’Europa ostinatamente divisa. Condannata ad essere terreno di scontro tra gli interessi della Cina e quelli degli Stati Uniti. Miliardi di euro destinati ai riarmi nazionali e sottratti al benessere comune e a una difesa europea. Svegliati Europa! (nandocan)

A colpi di riscaldamento globale sul mondo degli irresponsabili

L’Ue si pente ma col trucco. ‘Retromarcia Ue sul clima’ titola qualcuno, mentre la strategia ambientale americana resta prigioniera delle negazioni assurde di Trump. Al Parlamento europeo a Bruxelles salta l’aria condizionata. Colpa dell’ondata di calore che travolge tutta Europa e che non è certo un caso o un’anomalia, nonostante ciò che prova ad ‘ordinare’ Washinton. (Remocontro)

Europa si, guerrafondaia no

Lo “spaccacappelismo”, come lo chiama Marnetto, che ha sempre distinto quelli che un tempo venivano definiti “gruppettari” ha certamente contribuito a indebolire la sinistra anche se non quanto lo scivolamento moderato degli scorsi decenni, da Renzi in poi. I “se” e i “ma” possono essere dialetticamente utili a chiarire e formulare una strategia prima di prendere la decisione. Ma una volta definito il miglior obbiettivo possibile – e oggi molto più che ottant’anni fa non può essere che la pace – non c’è riserva ideologica che valga il fallimento dell’azione per conseguirlo (nandocan)

Washington-Mosca sull’Ucraina: Ue degli intransigenti esclusa

Se non avviene che nella politica internazionale l’Europa unita conti piú o almeno altrettanto delle grandi potenze è solo perché non dispone di una leadership altrettanto rappresentativa. Non credo di sbagliare se aggiungo che l’allargamento a 27 progressivamente acquisito non ha contribuito ad accrescerne l’autorità quanto avrebbe forse potuto riceverne da una federazione degli statiContinuaContinua a leggere “Washington-Mosca sull’Ucraina: Ue degli intransigenti esclusa”

Subordinazione geopolitica: Europa a stelle e strisce

L’Europa, un tempo protagonista della diplomazia internazionale, con l’inizio della guerra in Ucraina e con la recente versione dell’Unione europea si è lasciata trascinare nella scia strategica di Washington, è l’accusa pesante di Giuseppe Gagliano, di Cestudec (Centro studi strategici Carlo de Cristoforis). Un allineamento costosissimo sul fronte energetico, politico e sociale. Fine della sua centralità geopolitica e rischio di crisi strutturale. (Gagliano)

L’Europa per una pace realistica

Perché l’Europa svolgesse il ruolo di protagonista che Marnetto e molti di noi auspicano bisognerebbe che al Parlamento e alla Commissione esecutiva venisse riconosciuto realmente il potere loro assegnato dall’elezione diretta dei cittadini, non solo negli affari economici ma anche nella politica internazionale. Bisognerebbe insomma che l’Europa si riconoscesse finalmente come una federazione di statiContinuaContinua a leggere “L’Europa per una pace realistica”