La politica internazionale letta in italiano

Sondaggio ISPI-IPSOS DOXA. Col ritorno di Trump alla Casa Bianca, la guerra in Ucraina ancora senza soluzione e un fragile cessate il fuoco a Gaza, gli italiani guardano al 2026 con apprensione. Cresce la percezione di un mondo più instabile, in cui l’Europa appare sempre più sola. Gli Stati Uniti di Trump non sono più considerati un alleato affidabile, la Russia è intesa ancora come minaccia, l’UE come riferimento, ma con molti dubbi sulla sua capacità di incidere sulla gestione dei conflitti nel mondo. (Remocontro)

All’armi!!!???

Non esiste nessun «riarmo». Perché l’Europa non è mai stata disarmata. A partire dagli anni 90 le spese militari in Europa sono cresciute e cresciute. Nel 2022 hanno raggiunto la cifra di 135 miliardi! (Fonte: Consilium Europa EU) Nel 2024 PRIMA del grande piano di riarmo, l’Europa spendeva già più del doppio della Russia! Vi faccio leggere le parole del Centro Studi Europeo: «L’ampio divario tra spesa russa ed europea nel 2024 suggerisce cautela nel concludere che sia necessario un forte aumento della spesa militare». (Middei)

Ucraina, l’Europa rende Zelensky più intransigente

Una guerra con morti e distruzioni da entrambe le parti difficilmente può chiudersi con una ritirata di chi sta vincendo. In questo caso, la Russia. Ma forse un improvvido Zelensky contava, come Trump gli rimproverava in tv, sulla minaccia di un’ intervento della NATO. Anche a rischio di scatenare una guerra mondiale. E chissà che Biden a suo tempo non glielo avesse fatto credere. C’era o no un piano militare di schierare la Nato al confine con la Russia? A dispetto degli accordi di Minsk con Gorbaciov? In questo caso la politica di Trump sarebbe stata un dietro front. E Zelensky allora? Fuori gli USA, ci provi l’Europa. Ma una cosa è fare il tifo, un’altra è giocare. “Volenterosi” sì, ma “con juicio”. Su Remocontro, Piero Orteca sul contropiano europeo.(nandocan)

Capo esercito francese: «pronti a perdere i figli contro la Russia»

In una repubblica democratica come risulta ancora essere quella francese dovrebbe essere impedito ai capi militari, comunque irresponsabili nel senso che non rispondono ai cittadini del loro operato, di fare pubbliche dichiarazioni del genere. E se non un generale guerrafondaio qualsiasi ma il capo di stato maggiore della difesa sente di poterlo fare è segno che siamo davvero in un brutto momento. I francesi non sono ancora come Petain in un paese sotto l’occupazione nazista. (nandocan)

La Russia nella guerra che sta vincendo, ma a quale prezzo?

L’Ucraina è vicina alla sconfitta, mentre la Russia, nonostante le perdite, continua a godere di un’economia sostenuta da progetti statali e dalla guerra. Le risorse destinate al conflitto influenzano negativamente le demografie. La Russia affronta sfide economiche come l’inflazione, ma mantiene alleanze strategiche e riserve auree significative.

Usa-Russia: per ora il conto di Kiev lo paga l’India

Consiglio al lettore frettoloso di leggere almeno l’ultimo paragrafo, quello sottolineato, che riassume i motivi per cui insistere in quella che America e Nato consideravano e in parte considerano ancora una pace “giusta”, ma in pratica una resa incondizionata di Mosca, rischia davvero di coinvolgere, almeno economicamente, in una pericolosa escalation, anche il resto del mondo. (nandocan)

Subordinazione geopolitica: Europa a stelle e strisce

L’Europa, un tempo protagonista della diplomazia internazionale, con l’inizio della guerra in Ucraina e con la recente versione dell’Unione europea si è lasciata trascinare nella scia strategica di Washington, è l’accusa pesante di Giuseppe Gagliano, di Cestudec (Centro studi strategici Carlo de Cristoforis). Un allineamento costosissimo sul fronte energetico, politico e sociale. Fine della sua centralità geopolitica e rischio di crisi strutturale. (Gagliano)

In Cina uno spiraglio tra Kiev e Mosca. «Disposti a negoziare»

l ministro degli Esteri dell’Ucraina Dmytro Kuleba a Canton dal collega cinese Wang Yi. La portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Mao Ning ha rivelato in conferenza stampa che Kiev si sta preparando a negoziare con Mosca: “L’Ucraina è disposta a impegnarsi nel dialogo con la Russia e si sta preparando per questo”.

Corea del Kim, poco pane e molti missili. Con la Russia scambio merce

‘La Corea del Nord è letteralmente alla fame. E per cercare di tenere in piedi un Paese sempre più macilento e traballante, il ‘giovane leader’ Kim Jong-Un, è pronto a svendersi i ‘gioielli di famiglia’, armi e proiettili, dalle semplici munizioni per obici, ai temutissimi missili balistici’, avverte Piero Orteca.
Ma il grano che manca per sfamare lo sfortunato popolo nord coreano lo ha la Russia, che sua volta ha bisogno di munizioni sparate in Ucraina.

Reader’s – 5 aprile 2023

Gli anziani come me ricorderanno che nei primi decenni del dopoguerra l’allineamento della nostra politica estera alla leadership degli Stati Uniti non era dato per scontato come è adesso da parte di tutte o quasi le forze politiche italiane. E non soltanto da sinistra. Anche nei partiti di governo a cominciare dalla DC vi erano aspetti e momenti della politica internazionale americana che erano apertamente messi in discussione, per esempio nelle relazioni con i paesi del Medio Oriente e del Sud est asiatico…./ L’Italia è una colonia (Mauro Zani) / Trump arrestato, un fim già visto (Marnetto) /Medio Oriente: Cina e Russia scalzano gli Usa come mediatori (Orteca)