Forse la Presidente Meloni non ha capito il monito del Capo di Stato per il rispetto dei giudici, visto che un attimo dopo li ha tacciati di parzialità per aver emesso la sentenza che non ha gradito (risarcimento alla comandante Rakete, per fermo navale illegale). Allora, occorre aiutarla a capire il contenuto dell’esortazione di Mattarella con esempi concreti. Presidente Meloni, mi segua… (Marnetto)
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Se passa il pacchetto sicurezza
Così, grazie al Governo Meoni, le sguaiate manifestazioni di metalmeccanici, si trasformeranno finalmente in ordinati cortei di persone con un look da agente immobiliare, triste ma rassicurante. E quelle urlanti degli studenti, in una processione come di giovani pronti per la prima comunione. Grazie Giorgia!
Una repubblica solo nella forma
La polemica sul presunto complotto del Colle per dare uno ‘’scossone’’ al Governo Meloni. Serve ad arare il campo per il premierato, ovvero la riforma costituzionale che dovrebbe ingigantire il Capo del Governo con l’elezione diretta e rimpicciolire il Presidente della Repubblica. Privandolo delle sue prerogative di arbitro politico, con facoltà di scioglimento delle Camere. L’intento è chiaro: concentrare il potere nel Capo del Governo (potere Esecutivo). (Marnetto)
Genuflessa a USraele
Si può ragionevolmente parlare di responsabilità del governo italiano in relazione al fatto che esso non sta facendo letteralmente nulla per provare a fermare Netanyahu e il suo massacro genocidario condotto contro la popolazione palestinese, a differenza di quanto sta provando a fare con coraggio la Spagna di Sánchez. Più precisamente, il giullaresco governo della destra neoliberale, che nulla ha di patriottico essendo del tutto genuflesso a Washington, a Bruxelles e a Israele, prende posizione verbalmente contro Netanyahu e poi, in concreto, non fa nulla: ma criticare verbalmente l’oggetto lasciandolo essere lì dov’era e com’era prima equivale non già a criticare realmente l’oggetto, ma a giustificarlo per via indiretta
Meloni a Rimini
In questo deserto di politiche sociali, del lavoro e di giustizia fiscale, scende dal disco volante la Meloni a Rimini, parlando di un ‘’Piano casa’’ per le giovani coppie, scatenando l’applauso della platea di Comunione e Ovazione, che l’accompagna fino all’uscita. La mossa è finita: andate in pace. (Marnetto)
Insulti e turpiloquio
“Giorgia Meloni ha scaldato piazza del Popolo facendo diffondere l’ormai famoso “saluto” a Vincenzo De Luca dagli altoparlanti prima dell’inizio del comizio di chiusura della campagna elettorale del suo partito” (Boldrini)Ormai si é capito che gli insulti fanno il suo gioco, meno si parla di lei come persona meglio è, piuttosto non manchiamo di sottolineare personalismi e scarsa dignità in dichiarazioni e comportamenti (nandocan)
Parolacce
Serve la parolaccia per essere credibili? Sembra di sì, vista la sua diffusione nella comunicazione politica. Che mira a stabilire tra eletto ed elettore non l’autorevolezza verticale del primo, ma la parità orizzontale dell’ “io sono come voi”, l’altra faccia dell’ ”uno vale uno”. Così la persona che svolge funzioni pubbliche non è il migliore a servizio di tutti, ma uno come tutti. Che usa la parolaccia per ricordare la sua appartenenza al popolo, nonostante l’ascesa al potere.
Un giudice a Catania
Dall ‘Avvenire di oggi: “Giorgia Meloni interviene con durezza sulla recente sentenza del tribunale di Catania che ha “liberato” quattro migranti sbarcati a Lampedusa e trasferiti nel centro di Pozzallo: «Siamo di fronte a una pressione migratoria senza precedenti – scrive sui social la premier in prima mattinata -. Il governo italiano lavora ogni giorno per fronteggiare questa situazione e contrastare l’immigrazione illegale di massa».
Chihuahua
Dopo le esternazioni di Nordio contro il reato di concorso esterno, la leader si sente come un cane in chiesa in mezzo a chi la mafia la vuole combattere con ogni mezzo.
Reader’s – 29 maggio 2023. Rassegna web di nandocan magazine
Sono gli stessi ragazzi raccontati come sfaticati, quelli che mentre i governanti tagliano boschi e cementificano le aree alluvionali, asfaltando anche sentieri più sentieri, si pongono il dubbio del futuro, del loro futuro. Sono quelli che mentre il ceto politico del Paese affastella condoni e altre forme di costruzioni assurde, ponti inutili e opere faraoniche, getta vernice lavabile per dire al mondo: ci siamo anche noi. E mentre sale l’onda mediatica del disprezzo per azioni simboliche per il bene comune di tutti, crescono i silenzi sulle cause dello sfacelo italiano, ribadisco: sfacelo culturale, amichettistico, ambientale, affaristico. / MELONI: “Libereró la cultura dal potere intollerante della sinistra”(Squizzato) / Statue di fango (Marnetto) /Le uniche regole a cui dovrebbe obbedire la nostra coscienza.(Lamagna)
