PER FAVORE, SENATRICE SEGRE

Premesso che tutte le disquisizioni sull’uso o l’abuso della parola genocidio lasciano il tempo che trovano e non credo spostino minimamente l’indignazione del mondo per le stragi israeliane a Gaza o in Cisgiordania, se una differenza c’è è nella motivazione ideologica del razzismo nazifascista. Nel senso che se una presunta inferiorità o addirittura disumanità della “razza” ebraica disturbava Hitler e Mussolini come i loro seguaci, forse l’esistenza dei palestinesi non disturberebbe Netanyahu, e chi la pensa come lui, se abitassero altri angoli della Terra, lontani dal Medio Oriente. Ferma restando invece la convinzione religiosa (e politica) di gran parte purtroppo degli israeliani di essere un popolo “speciale”, eletto da Dio ad occupare una “terra promessa”. Così che ora abbiamo qualche “divinità” laica che pensa di accontentarli promettendo a sua volta ai palestinesi un pezzo di terra africana, magari in Uganda (nandocan)

Golda Meir e i palestinesi in Paraguay

Eric Salerno, per trent’anni corrispondente del “Messaggero” dal Medio Oriente, ripropone la voce mai smentita di un piano del Mossad risalente al 1969, a due anni dalla guerra dei sei giorni, per trasferire i Palestinesi della Striscia di Gaza in Paraguay. Da ricordare che l’idea di un “focolare ebraico” in Patagonia sarebbe già stata avanzata dal Mossad nell’ipotesi di un fallimento della permanenza di Israele in Medio Oriente. In considerazione della competenza del collega Salerno e del collega Remondino che ne riferisce oggi su remocontro, la ripropongo a mia volta lasciando ai lettori di valutarne l’attendibilità (nandocan)

Israele-ebrei-palestinesi: una questione di cultura e di religione

Irrisolto il dilemma sul futuro della Striscia. Timori arabi per la ‘cacciata’ dei palestinesi. La crisi letta da Eric Salerno, cultura laica e origine ebraica. «Cultura e religione, religione e cultura. Due degli ingredienti fondamentali dello scontro in atto in Medio Oriente». Le frontiere di conquista. Pulizia etnica e vizi di famiglia. Guerra lunga, Usa sotto ricatto, Europa inesistente. Banditismo dei coloni e modelli di nazismo ebraic

La Giordania ‘americana’ dice basta e potrebbe rompere con Israele

La feroce rappresaglia di Israele nella striscia di Gaza, accompagnata da un’ aggressiva reazione dei coloni nella Giordania occupata, rischia ora di compromettere, a vantaggio di Hamas, anche il fragile compromesso con i paesi arabi moderati, avviato col “patto di Abramo” e la compiaciuta assistenza degli Stati uniti. La Giordania ‘americana’ dice basta e potrebbe rompere con Israele.I Paesi arabi moderati, gli alleati di sempre, il lato debole della geopolitica americana prigioniera di Netanyahu in Medio Oriente. Prima tra tutti la Giordania. Re Abdullah II di fronte alla devastante reazione israeliana ai massacri di Hamas, sta per rivedere la trentennale ‘pacificazione’ con Tel Aviv, ma anche le relazioni privilegiate con Washington

Con la benedizione del voto e di Trump, Netanyahu attacca in Siria installazioni iraniane

Contro la minacciata annessione di una parte dei territori occupati da parte di Israele con l’appoggio di Trump e la corriva tolleranza, pare di capire, di Putin, 37 ex primi ministri, ministri ed ex funzionari dell’Unione europea hanno indirizzato una lettera-appello all’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini,ContinuaContinua a leggere “Con la benedizione del voto e di Trump, Netanyahu attacca in Siria installazioni iraniane”

A sauditi e israeliani costa di più essere amici che nemici

O forse no? La diplomazia mediorientale, quella araba soprattutto, ci ha abituato da tempo ad un uso molto spregiudicato del principio di non contraddizione (nandocan) ***da RemoContro, 3 gennaio 2018 – «Saudi Arabia and Israel share a common enemy, Iran, and a common friend, the Trump administration in Washington». Lo scrive Yaroslav Trofimov, da Riyad. Ma,ContinuaContinua a leggere “A sauditi e israeliani costa di più essere amici che nemici”

Liceali israeliani a Netanyahu, no all’occupazione ingiusta

***da RemoContro, 28 dicembre 2017 – Sessantatrè liceali israeliani in età di arruolamento hanno inviato una lettera collettiva al premier Benyamin Netanyahu, al ministro della difesa Avigdor Lieberman e al ministro dell’istruzione Naftali Bennett informandoli che si rifiuteranno di arruolarsi in sostegno alla aspirazione dei palestinesi all’indipendenza nazionale. Lo riferisce il quotidiano israeliano Yediot Ahronot eContinuaContinua a leggere “Liceali israeliani a Netanyahu, no all’occupazione ingiusta”

Un cortocircuito nel “giorno della memoria”

Certo, l’orrore dei lager nazisti – che non dovremo mai scordarci di ricordare a noi stessi e ai nostri figli e nipoti – non può essere paragonato al dramma dei palestinesi. Ma da oltre cinquant’anni questo popolo è costretto a pagare, quasi fosse un capro espiatorio, il prezzo di quell’orrore, di cui noi europei -ContinuaContinua a leggere “Un cortocircuito nel “giorno della memoria””

Coltelli e forbici, l’Intifada ‘privata’ delle donne palestinesi

Dal sito di Voci Globali, pubblico la prima parte di questo articolo tradotto da Open Democracy che consiglio di leggere anche nella versione integrale. Racconta il nuovo, tragico   sviluppo che sta prendendo in Israele e soprattutto nei territori la rivolta sempre più disperata del popolo palestinese contro ‘occupazione. Disperazione che non è difficile percepire in queste formeContinuaContinua a leggere “Coltelli e forbici, l’Intifada ‘privata’ delle donne palestinesi”

Gaza: intervista al direttore di Ha’aretz

 Se si escludono scrittori e intellettuali famosi che collaborano frequentemente con Repubblica e altri quotidiani, non è facile avere dall’interno di Israele una voce qualificata e capace al tempo stesso di esprimere l’indipendenza di giudizio necessaria ad un’analisi credibile del conflitto israeliano-palestinese. Il sito di Atlanteguerre.it pubblica oggi un’intervista di Federica Ramacci ad Aluf Benn, direttoreContinuaContinua a leggere “Gaza: intervista al direttore di Ha’aretz”