Tag: Palestinesi
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Golda Meir e i palestinesi in Paraguay
Eric Salerno, per trent’anni corrispondente del “Messaggero” dal Medio Oriente, ripropone la voce mai smentita di un piano del Mossad risalente al 1969, a due anni dalla guerra dei sei giorni, per trasferire i Palestinesi della Striscia di Gaza in Paraguay. Da ricordare che l’idea di un “focolare ebraico” in Patagonia sarebbe già stata avanzata…
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Israele-ebrei-palestinesi: una questione di cultura e di religione
Irrisolto il dilemma sul futuro della Striscia. Timori arabi per la ‘cacciata’ dei palestinesi. La crisi letta da Eric Salerno, cultura laica e origine ebraica. «Cultura e religione, religione e cultura. Due degli ingredienti fondamentali dello scontro in atto in Medio Oriente». Le frontiere di conquista. Pulizia etnica e vizi di famiglia. Guerra lunga, Usa…
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La Giordania ‘americana’ dice basta e potrebbe rompere con Israele
La feroce rappresaglia di Israele nella striscia di Gaza, accompagnata da un’ aggressiva reazione dei coloni nella Giordania occupata, rischia ora di compromettere, a vantaggio di Hamas, anche il fragile compromesso con i paesi arabi moderati, avviato col “patto di Abramo” e la compiaciuta assistenza degli Stati uniti. La Giordania ‘americana’ dice basta e potrebbe…
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Con la benedizione del voto e di Trump, Netanyahu attacca in Siria installazioni iraniane
Contro la minacciata annessione di una parte dei territori occupati da parte di Israele con l’appoggio di Trump e la corriva tolleranza, pare di capire, di Putin, 37 ex primi ministri, ministri ed ex funzionari dell’Unione europea hanno indirizzato una lettera-appello all’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini,…
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A sauditi e israeliani costa di più essere amici che nemici
O forse no? La diplomazia mediorientale, quella araba soprattutto, ci ha abituato da tempo ad un uso molto spregiudicato del principio di non contraddizione (nandocan) ***da RemoContro, 3 gennaio 2018 – «Saudi Arabia and Israel share a common enemy, Iran, and a common friend, the Trump administration in Washington». Lo scrive Yaroslav Trofimov, da Riyad. Ma,…
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Liceali israeliani a Netanyahu, no all’occupazione ingiusta
***da RemoContro, 28 dicembre 2017 – Sessantatrè liceali israeliani in età di arruolamento hanno inviato una lettera collettiva al premier Benyamin Netanyahu, al ministro della difesa Avigdor Lieberman e al ministro dell’istruzione Naftali Bennett informandoli che si rifiuteranno di arruolarsi in sostegno alla aspirazione dei palestinesi all’indipendenza nazionale. Lo riferisce il quotidiano israeliano Yediot Ahronot e…
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Un cortocircuito nel “giorno della memoria”
Certo, l’orrore dei lager nazisti – che non dovremo mai scordarci di ricordare a noi stessi e ai nostri figli e nipoti – non può essere paragonato al dramma dei palestinesi. Ma da oltre cinquant’anni questo popolo è costretto a pagare, quasi fosse un capro espiatorio, il prezzo di quell’orrore, di cui noi europei –…
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Coltelli e forbici, l’Intifada ‘privata’ delle donne palestinesi
Dal sito di Voci Globali, pubblico la prima parte di questo articolo tradotto da Open Democracy che consiglio di leggere anche nella versione integrale. Racconta il nuovo, tragico sviluppo che sta prendendo in Israele e soprattutto nei territori la rivolta sempre più disperata del popolo palestinese contro ‘occupazione. Disperazione che non è difficile percepire in queste forme…
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Gaza: intervista al direttore di Ha’aretz
Se si escludono scrittori e intellettuali famosi che collaborano frequentemente con Repubblica e altri quotidiani, non è facile avere dall’interno di Israele una voce qualificata e capace al tempo stesso di esprimere l’indipendenza di giudizio necessaria ad un’analisi credibile del conflitto israeliano-palestinese. Il sito di Atlanteguerre.it pubblica oggi un’intervista di Federica Ramacci ad Aluf Benn, direttore…
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Il Medio Oriente ha un nuovo negoziatore, è Papa Francesco
Non ho dubbi che l’incontro di preghiera convocato da Papa Francesco rappresenti, come scrive Peloso, un’occasione storica per la pace tra Israele e Palestina. Ma temo che sarà, come le altre, perduta nonostante la buona volontà, già molte volte manifestata in passato, dei due protagonisti, Mahmoud Abbas e Shimon Peres. D’altra parte la preghiera non è un negoziato…
