All’armi!!!???

Questo Professor X mi piace. L’allarmismo di cui scrive non è che l’ennesimo tentativo di dirottare l’attenzione dalle vere cause del disagio sociale. Come sempre in passato, si accompagna alla simpatia per la destra. Ad esso collabora volentieri gran parte dei mass media di proprietà padronale. Tuttavia, a differenza di un tempo e a giudicare dai sondaggi, le immagini di morte e distruzione in tv indirizzano piuttosto alla pace. (nandocan)

Guendalina Middei su Facebook

Sta succedendo per davvero! «Le famiglie devono essere pronte a mandare i loro FIGLI e le loro FIGLIE in guerra contro la Russia». Uno scherzo? No, sono le parole del capo della Difesa britannico, Richard Knighton. Questo signore ha addirittura chiesto alla scuole di incoraggiare i ragazzi a LASCIARE gli studi.

Ma tanto per farvi capire, vi faccio leggere le sue parole: «Abbiamo bisogno di più persone che lascino la scuola per entrare in questo settore. (…) Abbiamo bisogno che i genitori incoraggino i BAMBINI e i giovani a intraprendere una carriera nel settore». Presto comunque, le famiglie «sapranno cosa significa il SACRIFICIO per la nostra nazione». Una triste profezia di ciò che accadrà nei prossimi anni.

Knighton precisa che le possibilità di un attacco russo sono remote, ma intanto è necessario militarizzare la società e creare un’economia di guerra. Perché, mi permetto di aggiungere io, l’economia reale l’hanno distrutta. Qualcuno obietterà: ma tutto ciò è necessario! Serve che l’Europa sviluppi una capacità di DETERRENZA. Ad Aprile Ursula Von Der Leyen aveva tuonato: dobbiamo RIARMARE l’Europa.

Ecco, è proprio questo il punto. Non esiste nessun «riarmo». Perché l’Europa non è mai stata disarmata. A partire dagli anni 90 le spese militari in Europa sono cresciute e cresciute. Nel 2022 hanno raggiunto la cifra di 135 miliardi! (Fonte: Consilium Europa EU) Nel 2024 PRIMA del grande piano di riarmo, l’Europa spendeva già più del doppio della Russia! Vi faccio leggere le parole del Centro Studi Europeo: «L’ampio divario tra spesa russa ed europea nel 2024 suggerisce cautela nel concludere che sia necessario un forte aumento della spesa militare». Badate bene: aumento, dice, non riarmo.

Ma perché è così importante? Perché le parole creano la realtà! L’ho già detto ma lo ripeto: le parole non sono mai soltanto parole, le parole sono orizzonti. Le parole che usi creano e definiscono il tuo mondo. Chiamare il riarmo «ulteriore e ingiustificato aumento della spesa militare» per rilanciare le industrie morenti di Francia, Germania e Regno Unito non avrebbe avuto lo stesso effetto. E allora posso dire che sono nauseata da tutto questo, sì o no?


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

Scopri di più da nandocan magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere