Che ipocrisia nei media. Per mesi e mesi, anni ormai, hanno nascosto lo sterminio in atto a Gaza, l’illegale occupazione di territori palestinesi dei coloni armati e difesi dall’esercito. Hanno parlato di guerra tra Israele e Hamas, come se i cinquantamila morti non fossero uomini, donne e bambini ma terroristi di Hamas di ogni età, anche in culla. Per un’ignoranza radicata hanno evitato di studiarsi la storia, hanno obbedito e zitti ai dettami di un ceto politico e governativo assurdo, forte con i deboli e tappetino politico e culturale di fronte agli interessi dei fabbricanti di armi e degli alleati che contano. La famosa sovranità a senso unico alternato. (Cipriani)
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Armi pubbliche armi private
Cari Amici, giunge la Pasqua, guerra e terrorismo l’accolgono. Siamo in pieno dolore per l’azione terroristica così devastante a Mosca, come lo siamo stati e lo siamo per il terrorismo scatenato il 7 ottobre e quello che è ora in corso a Gaza, nonostante la risoluzione unanime del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per un immediato “cessate il fuoco”, respinto da Israele.
Concorso
Il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha criticato la macelleria di hamas, ma anche ricordato che un eccidio così brutale ha alle spalle anni di oppressione. Questa analisi – una nitida foto dei fatti – è stata invece vista dall’ambasciatore israeliano Gilad Erdan come una giustificazione di hamas e un’omissione di soccorso nei confronti di Israele.
Bombe elettorali su Gaza, chi è più duro contro Hamas
Forse Trump vuole dare ancora una volta al mondo la dimostrazione che le risoluzioni dell’ONU, le stesse che più volte hanno condannato il protrarsi dell’occupazione israeliana nei territori conquistati con la guerra del ’67, possono essere considerate carta straccia se così vuole il governo degli Stati Uniti. Netanyahu ha commentato come una dichiarazione storica quellaContinuaContinua a leggere “Bombe elettorali su Gaza, chi è più duro contro Hamas”
Palestina. Chi soffia sul fuoco
Roma, 1 ottobre 2017 – Martedì 26 settembre nei pressi di Har Adar, colonia di israeliani benestanti poco a nord di Gerusalemme. Al controllo di sicurezza sui pendolari palestinesi, un operaio delle pulizie estrae improvvisamente un’arma e apre il fuoco. Uccide un agente della polizia di frontiera e due guardie della sicurezza civile. Un altro èContinuaContinua a leggere “Palestina. Chi soffia sul fuoco”
L’ondata jihadista dietro il nuovo conflitto in Palestina
Consiglio la lettura di questo articolo appena giunto con la newsletter dell’Istituto Affari Internazionali. Delle analisi lette in questi giorni, mi pare fra le più equilibrate e attendibili. Debbo tuttavia notare che poche fanno riferimento esplicito al peso assunto nel processo di radicalizzazione di una parte crescente di Hamas dall’ esasperazione palestinese per il moltiplicarsiContinuaContinua a leggere “L’ondata jihadista dietro il nuovo conflitto in Palestina”
Il Medio Oriente ha un nuovo negoziatore, è Papa Francesco
Non ho dubbi che l’incontro di preghiera convocato da Papa Francesco rappresenti, come scrive Peloso, un’occasione storica per la pace tra Israele e Palestina. Ma temo che sarà, come le altre, perduta nonostante la buona volontà, già molte volte manifestata in passato, dei due protagonisti, Mahmoud Abbas e Shimon Peres. D’altra parte la preghiera non è un negoziatoContinuaContinua a leggere “Il Medio Oriente ha un nuovo negoziatore, è Papa Francesco”
