Chi invade chi

Quanto propone Massimo nella sua nota quotidiana è banalmente quello che bisognerebbe fare se una logica di pace seguisse alla proclamata volontà di pace. Una logica non strumentale come quella che vige nei rapporti internazionali, governata dai “purché”. Sarebbe giusto, ma conviene? Forse, purché….. Ma la pace sulla terra, come canta la Bibbia e predicanoContinuaContinua a leggere “Chi invade chi”

La terra occupata

Evidentemente non c’è nessun principio di diritto internazionale che può essere evocato, perché il titolo in base a cui Israele rivendica il potere sovrano esclusivo su quella terra è un articolo di fede: la promessa che secondo le scritture ebraiche Dio avrebbe fatto a Mosè, dopo la crisi del vitello d’oro, di dare al popolo ebreo una terra di conquista in cambio della sua fedeltà all’alleanza. (La Valle)

Israele Stato occupante e razzista con l’ordine Onu di ritirarsi

La sintesi più efficace è del britannico Guardian: «La Corte Onu ordina a Israele di porre fine all’occupazione dei Territori palestinesi». E lo Stato ebraico, «dovrebbe andarsene il più rapidamente possibile, risarcendo integralmente gli atti illeciti commessi». La reazione di Israele e del governo Netanyahu, sulla scia di quanto continua ad accadere a Gaza e in Cisgiordania.

Commandos liberano 4 ostaggi, strage di palestinesi, trattativa più difficile

L’esercito israeliano libera quattro ostaggi con una azione in pieno giorno con centinaia di morti palestinesi e tantissimi feriti. Il sospetto di una partecipazione Usa, secondo la Cnn. Netanyahu rivendica la strategia della violenza: «Dialogare non serve». Con la tregua ne erano tornati a casa 105. E adesso, verso una tregua o ancora più azione militare? Gantz intanto, per condividere parte del successo, rinuncia alle dimissioni e resta con Netanyahu.

Azzardo

”Se la Russia continua a lanciare bombe su obiettivi civili, l’Ucraina verrà autorizzata a usare bombe per colpire lanciatori terrestri o in volo di tali ordigni, ovunque localizzati”. Basterebbero poche parole per corresponsabilizzare Putin sul pericolo di escalation che sta investendo il conflitto russo-ucraino. Ma mentre il Cremlino dichiara tutti i giorni (Lavrov, Zakharova, Medvedev…), nel versante dell’Ucraina e dei suoi alleati non esiste chi offra condizioni per limitare il dilagare del conflitto.(Marnetto)

«Il mondo sta entrando in un’era di caos» avverte l’Onu impotente

«Il nostro mondo sta entrando in un’era di caos» lancia l’allarme il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, criticando le divisioni senza precedenti del Consiglio di Sicurezza, incapace di agire di fronte ai «terribili conflitti che stanno aumentando». «Non è la prima volta che il Consiglio è diviso. Ma è la cosa peggiore, l’attuale disfunzione è più profonda e pericolosa», ha avvertito Guterres presentando all’Assemblea generale le sue priorità per il 2024.

L’ultra destra religiosa israeliana rivuole Gaza, ma senza palestinesi

Ministri e parlamentari della maggioranza e migliaia di coloni e attivisti di destra riuniti a Gerusalemme per pianificare la ricostruzione delle colonie evacuate nel 2005. La destra religiosa si prepara a ricolonizzare Gaza, con sempre meno palestinesi,’aiutandoli’ ad emigrare.

Genocidio a Gaza, oggi inizia il processo a Israele

Prima udienza alla Corte internazionale dopo la denuncia di Pretoria per genocidio, Tel Aviv prova a impedire l’ingiunzione di «Stop all’attacco». Dalle 84 pagine di accuse: «Israele ha commesso, sta commettendo e rischia di continuare a commettere atti di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza». L’eventuale decisione dei 15 giudici è vincolante: possibili sanzioni Onu se non viene rispettata…(Orteca)

Il Natale di Gaza negato ai pochi cristiani rimasti e la strage di Maghazi

La strage di Natale. Si scava anche a mani nude tra le macerie nel campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia. L’agenzia Ap riferisce di 106 morti, ma chi sa cosa ancora si nasconde sotto quell’inferno piombato addosso nella notte della vigilia. 

Betlemme della natività, ‘peggior Natale di sempre’

Nella città palestinese le tradizionali celebrazioni sono state ridimensionate, e molte attività commerciali stanno chiudendo a causa della mancanza di visitatori. Era assieme ricorrenza religiosa, festa popolare, e sollievo economico per la parte di Israele lasciato volutamente più povero.