Fascismo, comunismo, socialismo, populismo, berlusconismo. Penso che il limite principale di ogni “ismo”, ciascuno con il rispettivo “anti”, sia quello di prestarsi, nella convinzione dei più, alle interpretazioni più disparate. A dispetto naturalmente di chi si affatica a formularne, quando è possibile, la dottrina, quasi sempre però destinata a pochi iniziati. Convinzione acquisita per lo più in buona fede, suggerita dall’ambiente familiare o sociale, predisposta dal modo di concepire il rapporto con gli altri e mantenuta per ignoranza o pigra malafede a conforto della simpatia politica del momento. /L’estrema destra ha fame (Gilioli) / Vignetta oscena (Marnetto) /Cos’è (stato), alla fin fine, il berlusconismo? E perché per quasi trent’anni ha persuaso milioni di italiani? (Squizzato)/25 aprile. Celebriamo la liberazione nelle piazze italiane (Articolo 21)
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Maglie
Non so a quale tipo di sobrietà si riferisca Massimo. Per me che ricordo ahimè l’invasione della collega craxiana al Tg2, non certo quella delle parole (nandocan). ***di Massimo Marnetto, 2 febbraio 2019 – Uno dice: se c’è Vespa, perché non dovrebbe esserci anche la Maglie. In effetti, la notizia di questo possibile ritorno dell’exContinuaContinua a leggere “Maglie”
L’Italia che non c’è
Questa volta vale la pena di pubblicarla per intero la newsletter dell’amico Raniero sul sito dell’associazione che segue e dirige. Per la verità i più anziani tra noi, impegnati a sinistra, si sono sempre lamentati anche nella seconda metà del secolo scorso e anche dopo la fine della guerra fredda della subalternità “atlantica” dell’Italia agliContinuaContinua a leggere “L’Italia che non c’è”
Il lavoro e la trappola del lusso
Roma, 7 febbraio 2018 – L’accordo raggiunto dai metalmeccanici tedeschi con le imprese del Baden-Wuerttemberg per 28 ore di lavoro a settimana invece di 35 ha richiamato l’attenzione di molti giornali. “La rivoluzione che invidiamo a Berlino”, titola la Repubblica. “Storico accordo”, Corriere della Sera e La Stampa. E quel sogno tradito di almeno quarant’anniContinuaContinua a leggere “Il lavoro e la trappola del lusso”
La nostra “cartolina” ad Andrea Barbato
Quel giornalista “quasi per caso” come lo racconta Vincenzo Vita è stato il miglior direttore che ho conosciuto, purtroppo anche per il tempo più breve. La lottizzazione DC-PSI “consacrata” dalla riforma del ’76 e allargata in seguito al PCI non tollerò a lungo personalità indipendenti ai vertici della RAI. Quando si trattò di formare la squadra del neonatoContinuaContinua a leggere “La nostra “cartolina” ad Andrea Barbato”
