Minacce e poi la resa (lui concede). A Davos la svolta di Trump sulla Groenlandia: dopo aver escluso per la prima volta l’uso della forza ma reclamato un negoziato immediato per il controllo dell’isola, il presidente ha annunciato su Truth il quadro di un futuro accordo con la Nato per l’isola e la cancellazione dei dazi minacciati da febbraio contro i paesi europei che avevano mandato i loro soldati a Nuuk.
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Israele e ONG: La Crisi Umanitaria Continua
Madri palestinesi in attesa di cibo caldo per i loro figli. Foto come questa, così come il contenuto che le accompagna, sono considerate propaganda antiisraeliana ed è per questo che il governo israeliano rifiuta alle ONG il permesso di distribuirlo. Di certo gli aiuti alimentari rappresentano un ostacolo al genocidio che è nelle esplicite intenzioni dell’estrema destra. L’ONU purtroppo, a causa del veto americano al Consiglio di sicurezza, non è riuscito finora a passare dalle parole ai fatti per costringere Netanyahu e la maggioranza di destra del suo governo a un po’ di umanita. Vedremo se Trump continuerà a proteggerne la ferocia quando qualche ONG non obbedisse all’invito ad andarsene alla fine del mese (nandocan)
Mica solo Groenlandia! La nuova corsa verso il Polo nord
Ad occuparsi di estremo Nord a qualcuno deve essersi congelato il cervello. «Dazi a chi mi ostacola sulla Groenlandia» minaccia Trump con la sua arma preferita. E il suo ‘inviato speciale’, visiterà l’isola a marzo. Il portavoce russo Dmitri Peskov: «La Russia, osserverà l’evoluzione della situazione inusuale intorno alla Groenlandia» aggiungendo che «la Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia territorio del Regno danese» (Remondino)
Mica solo Groenlandia! La nuova corsa verso il Polo nord
Ad occuparsi di estremo Nord a qualcuno deve essersi congelato il cervello. «Dazi a chi mi ostacola sulla Groenlandia» minaccia Trump con la sua arma preferita. E il suo ‘inviato speciale’, visiterà l’isola a marzo. Il portavoce russo Dmitri Peskov: «La Russia, osserverà l’evoluzione della situazione inusuale intorno alla Groenlandia» aggiungendo che «la Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia territorio del Regno danese». (Remondino)
Troppi morti, Trump torna a minacciare l’Iran
Mentre infuria il macabro balletto di cifre sui manifestanti che sarebbero stati uccisi durante la rivolta in Iran (forse migliaia), ci si interroga sulla risposta che daranno gli Stati Uniti al regime degli ayatollah. Un duro post di Trump ha riacceso le aspettative su un possibile intervento americano. Ma l’impressione è che alla Casa Bianca ci sia molta indecisione e che, comunque, per ora si navighi a vista. (Orteca)
Iran, il solito Trump. Tratta, minaccia, (ma non attacca)
Gli Stati Uniti minacciano fuoco e fiamme contro il regime iraniano, però lasciano una porta aperta, perché Teheran vorrebbe trattare, ma intanto massacra i manifestanti. Anche se, per salvarsi, la leadership della teocrazia potrebbe chinare il turbante e arrendersi, firmando il Trattato sul nucleare. Alle condizioni di Trump, s’intende. Il quale teme il blocco dello Stretto di Hormuz, ma per ora colpisce con i dazi
Rivolta in Iran: ora spunta il figlio dell’ultimo Scià
La Guida suprema, Alì Khamenei, ha accusato gli Usa di essere dietro le sempre più turbolente manifestazioni e promette una feroce repressione. Ma ieri, nella capitale, la protesta è esplosa in tutta la sua violenzaAlmeno 551 morti e 2311 arresti secondo le ong come Hrana, che ha base negli Stati Uniti. Dalla Repubblica islamica arrivano infatti soltanto notizie frammentate anche a causa del blocco di Internet e della telefonia imposto dal governo degli Ayatollah. Le proteste sono dilagate per il carovita prodotto dal crollo della valuta nazionale, il rial. Sempre secondo Hrana ci sono state manifestazioni in 512 località di 180 città in 31 province dello Stato. (nandocan)
Colombia, la ‘guerra’ di Trump sarà finanziaria
Il blitz americano in Venezuela, per catturare il Presidente Maduro, ha scatenato uno tsunami di reazioni. Quasi nessuno pensava che Trump potesse arrivare a tanto, ma ora le aspettative sono traumaticamente mutate. E diversi Paesi che si trovano sulla lista dei ‘cattivi’ già cominciano ad andare preventivamente al contrattacco. Come la Colombia. Che da subito rischia una crisi finanziaria. M(Orteca)
Sicurezza, protezione, imperialismo
II principio di non ingerenza negli affari interni è uno dei pilastri fondamentali del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Le eventuali eccezioni sono soggette a un mandato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che può autorizzare interventi in nome della sicurezza collettiva. Il caso del Venezuela si aggiunge ad una lunga lista, dagli anni 90, comprende la Yugoslavia, l’Iraq, L’Afghanistan, la Libia, la Siria, ecc. (Sylos Labini)
Potere e menzogna raccontano il mondo
Lo scempio, sotto i nostri occhi, del diritto internazionale, nascosto dallo schieramento pregiudiziale di “noi” e “loro” a giustificare l’uso della forza, rischia di imporsi come inevitabile anche all’opinione pubblica dei paesi democratici. È tempo di reagire prima che tutti i buoni propositi fatti all’indomani di due guerre mondiali vadano definitivamente in fumo (nandocan)
