Ennio Remondino su Remocontro La percezione della minaccia che incombe sul mondo sta diffondendosi oltre prevenzioni ideologiche o di schieramento. Trump-Netanyahu: uno dei due un criminale ricercato per crimini di guerra, e l’altro un caricaturale mancato Nobel per la pace che s’è fatto trascinare in una guerra catastrofica da cui la sua personalità disturbata nonContinuaContinua a leggere “Il duo Trump-Netanyahu in che catastrofe precipitano il pianeta?”
Archivi della categoria: proposte dal web
Giu le mani da Silvia Salis
In politica più che in altri settori della vita pubblica, montare e smontare il protagonismo degli aspiranti leader è sport diffuso tra i media. Sempre meno complicato che entrare nel vivo delle questioni e del dibattito in corso. Vale per chi è dentro come per chi è fuori. Simpatizzare suona meno impegnativo di partecipare, figuriamociContinuaContinua a leggere “Giu le mani da Silvia Salis”
La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’
Temo proprio che non sia consigliabile, e in molti casi perfino impossibile prendere sul serio molte dichiarazioni dell’attuale presidente Usa (speriamo per poco, una rielezione sarebbe fatale). Gli osservatori più seri lo sanno ma fingono di prenderle in considerazione (per non rinunciare allo scoop), prendendone tuttavia le distanze. Tanti altri invece si affrettano ad amplificarleContinuaContinua a leggere “La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’”
I due americani
Trump non è la civiltà americana, ne è solo un usurpatore e un sintomo grottesco, ma è pur vero che il Congresso non lo ha fermato, l’esercito non si è ribellato, i giudici hanno dovuto tacere, gli infermieri non l’hanno prelevato, il suo staff lo ha sostenuto. Quello che è finito è però il mito americano, di cui anche noi siamo stati vittime, il mito o “sogno americano”, “libertà democrazia e libera impresa”, in nome del quale sono state portate guerre e maledizioni in tutto il pianeta, e popoli interi resi servi, e i “valori occidentali” contrapposti al “resto del mondo”, parola del “Corriere della Sera”.
L’Iran e il crollo dei doppi standard
dí Francesco Sylos Labini La guerra in Ucraina è stata largamente interpretata, nella narrazione dominante dei media mainstream, come una guerra di aggressione imperialista: secondo questa lettura, Putin avrebbe deciso di negare l’indipendenza dell’Ucraina, puntando a riassorbirla nella Russia, in una logica spesso paragonata a quella della Germania nazista nel 1939. In questa prospettiva, negoziareContinuaContinua a leggere “L’Iran e il crollo dei doppi standard”
La guerra persa da cui Trump non sa come uscire
Appare ormai molto credibile che solo la prevista sconfitta dei repubblicani nelle elezioni di medio termine possa riuscire ad allontanare il rischio di “un prolungamento distruttivo per tutti” dopo la minaccia di un intervento di terra per spaventare il regime iraniano. Si spera che l’isolamento di Trump non solo negli Stati Uniti ma anche inContinuaContinua a leggere “La guerra persa da cui Trump non sa come uscire”
Trump e il mimetismo biblico
Riccardo Cristiano riflette su Facebook sugli ultimi avvenimenti
Internazionali
Netanyahu usa la guerra per fini personali
Che Netanyahu detto anche “l’americano” riesca a manovrare il capo della più grande potenza del mondo non sorprenderà chiunque è a conoscenza della lunga esperienza del primo della politica USA e dell’influenza esercitata sull’elettorato da una loggia ebraica non meno potente e soprattutto determinante da un punto di vista finanziario (nandocan). Piero Orteca su RemocontroContinuaContinua a leggere “Netanyahu usa la guerra per fini personali”
Non è più geopolitica, è un problema di psichiatria
Piero Orteca su Remocontro Quello di Trump alla guerra contro l’Iran, è un approccio schizoide, che sta facendo impazzire i mercati, oltre che le diplomazie di mezzo pianeta. Si susseguono, in un effluvio torrentizio, prese di posizione contraddittorie, condite da minacce, promesse e ricatti sempre più scollegati tra di loro. Basta solo confrontare l’intervista alContinuaContinua a leggere “Non è più geopolitica, è un problema di psichiatria”
Stati Uniti, Israele e Iran, paesi religiosi e assassini
Non sarò certo io, che credente e praticante fino a oltre i quarant’anni di età pur avendo maturato da tempo l’impegno politico a sinistra, a condividere il dogma della religione come “oppio dei popoli”. Fortunatamente con il mio grande maestro in gioventù, Ernesto Balducci, ho sempre distinto la fede cristiana da una religiosità popolare diffusaContinuaContinua a leggere “Stati Uniti, Israele e Iran, paesi religiosi e assassini”
