All’articolo Giovanni Lamagna, che volentieri condivido, aggiungo una breve riflessione di attualità per quanto riguarda la legalità democratica e cioè il rapporto che in uno stato democratico ogni cittadino dovrebbe avere con la norma di legge che occasionalmente lo riguarda. Capita molte volte che l’applicazione di una norma non mi sembri opportuna o corretta. Se mi sento tenuto a rispettarla non è per evitare una punizione ma perché in quanto cittadino elettore ho delegato col mio voto a un’autorità il potere di decidere se farla valere anche nei miei confronti. Anche per questo sarebbe giusto che tutti i democratici andassero a votare, nella prossima come in tutte le altre occasioni. Mi verrebbe quasi da dire che chi non lo fa offende in qualche modo la nostra bella Costituzione, tanto più se e quando pensa che possano farla cambiare in peggio. (nandocan)
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Voto e identita
A sinistra, c’è il voto convinto (di adesione), quello utile (di necessità) e infine quello degli ex astenuti di ritorno (di emergenza). Più la sinistra è di sinistra – ovvero ben definita su obiettivi di giustizia sociale, ambientale e beni comuni – più valorizza il voto convinto. Quando invece la sua identità si annacqua (Renzi), si riduce il voto di adesione, in parte derubricato a voto utile, ma con forti emorragie di astenuti demotivati. C’è solo una circostanza che mobilita tutte e tre le classi di elettori: la forte definizione della sinistra, in contrapposizione alla forte (e pericolosa) definizione della destra estrema.
Democrazia o non democrazia
Roma, 4 settembre 2019 – Il quotidiano “La Repubblica” apre oggi con un titolone a tutta pagina, “Il governo last minute”, seguito con enfasi da un sottotitolo che per i lettori poco informati, e sono tanti, potrebbe sortire l’effetto di una fake news: “solo 60mila voti varano l’alleanza giallo rossa”. “Pochissimi – precisa Ezio MauroContinuaContinua a leggere “Democrazia o non democrazia”
I Nuer,Fini e la perfetta uguaglianza
***di Massimo Marnetto, 24 febbraio 2018 – La tesi di Massimo Fini sul Fatto (“Perché l’astensione preoccupa i padroni”) è che l’uguaglianza non ha bisogno di tutela, né di governanti (“gente che paghiamo perché ci comandi”). A riprova, il giornalista cita l’organizzazione sociale dei Nuer, popolazione del Sudan che non ha gerarchie, deducendo da questaContinuaContinua a leggere “I Nuer,Fini e la perfetta uguaglianza”
I Tg di mercoledì 1 giugno
***di Lorenzo Coletta – Aperture una volta tanto differenziate per l’informazione di serata. A tener banco sulle testate Rai sono l’appello lanciato dal Presidente della Repubblica all’unità, sia nazionale che europea, nell’affrontare l’emergenza migranti, e il confronto tra la Cei ed il Ministero degli Interni sui limiti dell’accoglienza (apertura anche per Tg4). Allo scambio tra MonsignorContinuaContinua a leggere “I Tg di mercoledì 1 giugno”
L’ultimo comizio
da Massimo Gramellini (informazione informazione) – «Cari elettori, per un disguido tecnico nelle settimane scorse è andata in onda la campagna sbagliata: il cagnolino di Monti, il giaguaro di Bersani, la busta di Berlusconi travestita da rimborso delle tasse, il mago Zurlì che smentisce la partecipazione di Giannino allo Zecchino d’Oro. In realtà avremmo dovutoContinuaContinua a leggere “L’ultimo comizio”
Elezioni: il voto “inutile” al senato
di Ferdinando Longoni, 29 gennaio 2013* – La situazione al senato dopo le elezioni potrebbe essere quella indicata nel quadro qui a fianco. Anche se i seggi del centrosinistra fossero 159 o 160 la situazione non sarebbe, nella sostanza, diversa. Diventa fondamentale convincere gli elettori della sinistra che più sinistra non si può: se nonContinuaContinua a leggere “Elezioni: il voto “inutile” al senato”
