Landini ci ha provato e ha fatto bene. Che a prendere l’iniziativa sia il segretario generale della CGIL è già una garanzia che almeno nelle intenzioni non si tratta di un restyling del vecchio PD, del tentativo cioè di rimettere insieme i cocci di una fusione fallita in partenza. Marnetto è pessimista, ma che Calenda si smarchi per la presenza di Conte e Conte sia tiepido per la presenza di Calenda era non solo ampiamente prevedibile ma anche comprensibile, se davvero si tratta di ricostruire una sinistra plurale ma coerente. Come si dice, errare è umano, perseverare diabolico. Se invece l’obbiettivo era più modestamente quello di accordarsi per l’opposizione a questo o quell’obbiettivo del governo Meloni, a cominciare dal presidenzialismo e dall’autonomia differenziata), allora sì, sarei d’accordo con lui, ma non aspettiamoci salti di gioia./ Un Medio Oriente libero dall’Occidente con più paci che guerre/ viaggio nell’inconscio
Archivi dei tag:Landini
“Non c’è da cambiare la Costituzione ma il Paese attraverso la Costituzione”. In decine di migliaia per difendere e applicare la Carta
13 ottobre 2013 – Da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, con Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Lorenza Carlassarre, Gustavo Zagrebelsky, Don Luigi Ciotti e tanti altri. Sfilano in decine di migliaia per le strade della Capitale e riempiono una delle sue piazze piu’ prestigiose con la manifestazione in difesa della Costituzione, registrando un presenza inattesa forseContinuaContinua a leggere ““Non c’è da cambiare la Costituzione ma il Paese attraverso la Costituzione”. In decine di migliaia per difendere e applicare la Carta”
Pippo Civati: dopo il governissimo, no al partitissimo
Roma, 24 settembre 2013 – Lo so che Pippo Civati difficilmente sarà il prossimo segretario del Partito Democratico, non per nulla la maggior parte dei media sembra aver già deciso che il dibattito congressuale si ridurrà al confronto politico fra Matteo Renzi ed Enrico Letta, con Gianni Cuperlo come terzo incomodo nella gara per laContinuaContinua a leggere “Pippo Civati: dopo il governissimo, no al partitissimo”
