DOPO AUSCHWITZ DURANTE GAZA

Oggi la domanda è quale concetto di Dio professare  durante Gaza: forse un Dio che ispirasse le genti a piangere su Gerusalemme e su Gaza, e ispirasse Israele a fermarsi sul ciglio dell’abisso, a non ucciderne mille per uno, a rimettere in comunione la Terra e l’umana dignità.

Dio è un simbolo

Dio – come dice il teologo luterano Paul Tillich – è un simbolo. Il simbolo di tutto ciò che è mistero. Di tutto ciò che va al di là delle nostre conoscenze. Per quanto queste possano essere ampie e profonde. In questo senso è impossibile non riconoscere l’esistenza di Dio.È impossibile essere atei radicali. Il fatto che sia inconoscibile non vuol dire che sia inesistente.

4. La crescita “naturale” di Dio

da Robert Wright: l’evoluzione di Dio* L’ambiguità dei testi sacri Forse la crescita di Dio è, in un certo senso, “naturale”: una parte intrinseca della storia umana, benché incredibilmente discontinua, soggetta a fasi di stagnazione e perfino di regressione. Essenziale per la possibilità di crescita di un dio è la flessibilità semantica delle Scritture. Entro certiContinuaContinua a leggere “4. La crescita “naturale” di Dio”

Charlie Hebdo, e la satira che potrebbe essere evitata

Se un Dio esistesse, non credo che potrebbe essere turbato da una caricatura e neppure da una bestemmia. Ma chi crede all’amore del prossimo o anche soltanto alla pace come a  valori da custodire e rispettare per il bene dell’umanità non può identificarsi (Je suis Charlie) con quanti di fatto li ostacolano, sia pure in nome diContinuaContinua a leggere “Charlie Hebdo, e la satira che potrebbe essere evitata”

Il pelo nell’occhio (L’uomo di mondo)

Il pelo nell’occhio degli altri/ non vedo e neppure nel mio./ La vita ci rende più scaltri:/ la trave è nell’occhio di Dio./ La trave è nell’occhio del mondo/ che è fatto di bene e di male./ C’è chi ama il pensiero profondo,/ chi gode del superficiale./ Ma è solo questione di stile./ Un giorno,ContinuaContinua a leggere “Il pelo nell’occhio (L’uomo di mondo)”

Riflessioni sull’esperienza di fede

Roma, 24 gennaio 2014 – Oggi, come tante altre volte, mi è capitato di leggere qualche pagina da meditare. Non tutti i libri sono buoni per meditare. Stamani si trattava di un e-book con i quattro vangeli unificati più quello apocrifo di Tommaso, e del testo di un vecchio monaco buddista, Thich Nhat Hanh, poetaContinuaContinua a leggere “Riflessioni sull’esperienza di fede”