Categoria: pensando in prosa
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La società della mente
(dialoghi sul libero arbitrio – 3) Il nostro cervello funziona “come se” fosse libero PINO Nessuno nega che siamo tutti più o meno condizionati dall’evoluzione, dalle necessità, dalle abitudini, dal contesto storico, sociale ed economico. Ma a questo nostro essere determinati si oppone il nostro “libero arbitrio”. FERNANDO Al libero arbitrio non credo, semplicemente perché…
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Deus sive Natura
La sapienza del mondo ho respirato e l’ignoranza chiama i miei sospiri. La bellezza del mondo ho contemplato e la menzogna con i suoi deliri. La ricchezza degli altri ho consumato, l’ingegno offerto purché lo si ammiri. Quello che ha ricevuto ognuno ha dato e ognuno sceglie secondo che attiri. Dio, o Natura, non vede…
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Sul libero arbitrio (2)
Da cosa dipende la scelta PIETRO Sai, penso che attualmente l’influenza dei fattori genetici sia sopravvalutata. Non passa giorno che non si scopra il gene di qualcosa: dell’obesita’, dell’intelligenza, tra poco anche della squadra del cuore. Comunque, sono d’accordo sul fatto che successi e insuccessi, piaceri e dispiaceri contano, in misura differente per ciascuno. Sia…
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Sul libero arbitrio
Dialogo con Elisa e con Massimo ELISA Cerchero’, con poche frasi, di definire il libero arbitrio, come io credo sia ed esista. Immaginate di avere davanti a voi un foglio da disegno, e di cominciare, con una spugna, ad intriderlo d’acqua, finche’ non si appiccicherà al tavolo su cui state lavorando. Immergete un pennello nel…
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Ma Dio non smentisce il serpente
L’uomo esce dal paradiso terrestre nel momento in cui immagina di poter vivere in uno stato migliore di quello che Dio o il potere o la sorte gli hanno attribuito. Nel momento in cui, con la scoperta, parziale e progressiva, dei meccanismi che lo determinano, comincia ad immaginare da solo ciò che è bene per…
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Ma Dio non smentisce il serpente
L’uomo esce dal paradiso terrestre nel momento in cui immagina di poter vivere in uno stato migliore di quello che Dio o il potere o la sorte gli hanno attribuito. Nel momento in cui, con la scoperta, parziale e progressiva, dei meccanismi che lo determinano, comincia ad immaginare da solo ciò che è bene per…
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L’acqua e il ghiaccio
Rigidità e rigore. Lasciandomi un po’ suggestionare dall’etimologia, mi viene da contrapporre la rigidità del ghiaccio (“rigida aqua”, dicevano i latini) alla fluidità dell’acqua medesima. Se getti un sasso nel lago, né il sasso né l’acqua subiscono conseguenze. L’acqua si apre per accoglierlo nel suo seno e la sua elasticità le consente di ritornare come era prima dell’impatto. Il…
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L’utilità del vivere
Perché il piacere non fosse turbato bisognerebbe cancellare il dolore, cancellare la morte. Bisognerebbe che il sistema nervoso, non soltanto la mente razionale, diventasse indifferente a qualsiasi minaccia. Amare realmente la vita vuol dire anche accettare la fragilità del piacere. Se non si può cancellare il dolore, si può sempre fare qualcosa per ridurlo. Per…
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Pensare alla morte
Anziché tentare inutilmente e inopportunamente di reprimere l’attaccamento alla vita, io provo a combattere in me l’attaccamento eccessivo alle cose e al mio modo di vivere. Pensare alla morte vuol dire in definitiva pensare al distacco reale e definitivo, alla fine di ogni esperienza sensibile e intellettuale, al cessare di ogni continuità di coscienza, all’annullamento…
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La paura, una strana passione
(meditando Montaigne) Come, quando e perché si può desiderare la morte? Un’anziana conoscente non faceva che ripetere che voleva morire, ma trovandosi un giorno a dover passare sotto un muro pericolante non trovava il “coraggio” di farlo. Dunque si può immaginare di desiderare la morte e non desiderarla affatto. Non sempre però l’istinto di sopravvivere…
