…e a proposito di furberie non trascuriamo neppure il doppio peso da parte della politica e dei media occidentali nei confronti del colonialismo russo in Ucraina e di quello israeliano in Medio Oriente, sempre più palesemente orientato ad annettere i territori arabi occupati della Cisgiordania e di Gaza. Con l’ONU che si conferma impotente di fronte a una pluridecennale indifferenza alle sue direttive. Una prepotenza contro ogni normativa del diritto internazionale tanto più grave oggi con l’affermarsi di autocrazie di fatto anche in Occidente. (nandocan)
da Remocontro
Il governo dei coloni attraverso Netanyahu e il controllo dei siti religiosi. Particolarmente colpita Hebron. Domenica il governo di Tel Aviv ha approvato una serie di misure che renderanno più facile per i coloni della Cisgiordania occupata acquistare terreni, garantendo alle autorità israeliane un maggiore controllo sui territori sotto giurisdizione palestinese nelle aree A e B dei Territori occupati.

L’indegna campagna legislativa
Domenica è arrivato l’ennesimo passo verso l’annessione de facto della Cisgiordania da parte di Israele, denuncia Filippo Zingone sul manifesto. Il gabinetto di sicurezza del governo di Tel Aviv ha approvato una serie di misure che renderanno più facile per i coloni della Cisgiordania occupata acquistare terreni, garantendo al contempo alle autorità israeliane un maggiore controllo sui territori sotto giurisdizione palestinese nelle aree A e B dei Territori occupati. In pratica, le regole edilizie in vigore nell’Area C – sotto pieno controllo israeliano di circa il 60% della Cisgiordania – verrebbero estese anche all’Area A, sotto il controllo politico e militare dell’Autorità palestinese (17% del territorio), e all’Area B, a gestione condivisa (23%). Tel Aviv potrà così gestire permessi di costruzione e demolizioni anche in aree formalmente non sotto la propria giurisdizione. Le misure agevolano inoltre la vendita di terre palestinesi a cittadini israeliani, annullando una legge giordana che ne vietava il trasferimento a persone non palestinesi.
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La decisione colpisce in modo particolarmente significativo la città di Al-Khalil (Hebron), divisa dal 1997 in ‘H1’, sotto controllo palestinese, e ‘H2’, sotto autorità israeliana. Con le nuove disposizioni, la pianificazione urbanistica e il rilascio dei permessi edilizi passerebbero dal comune palestinese all’esercito israeliano, mentre verrebbe istituita un’autorità locale indipendente per la gestione dell’insediamento israeliano in città. Le stesse regole si applicherebbero al sito della «Tomba dei Patriarchi», fino a oggi sotto il controllo dell’Autorità palestinese, come anche per la «Tomba di Rachele» nella città palestinese di Betlemme.
Sempre Simotrich
E il ministro delle finanze Bezalel Smotrich lo dichiara apertamente: «l’iniziativa mira a rafforzare le nostre radici in tutte le regioni della Terra di Israele e a seppellire l’idea di uno Stato palestinese». Una linea politica più volte rivendicata, con votazioni alla Knesset per l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. L’ultima, nel dicembre scorso, ha approvato la creazione di 19 nuovi insediamenti, portando a 69 il numero di nuove colonie istituite negli ultimi tre anni.
Poi la Difesa del Katz
In una dichiarazione congiunta, Smotrich e il ministro della Difesa Israel Katz hanno affermato che le misure elimineranno le barriere legali per i coloni israeliani e accelereranno lo sviluppo degli insediamenti, come riportato da Middle East Eye. La presidenza palestinese ha invece denunciato con fermezza le «pericolose decisioni» del governo israeliano per annettere di fatto la Cisgiordania occupata. In un comunicato, il ministero degli Esteri di Ramallah ha ribadito che «Israele non ha sovranità su nessuna delle città o dei territori dello Stato di Palestina e non ha il diritto di annullare o modificare le leggi».
Diritto internazionale violato
Secondo il diritto internazionale, le colonie e l’occupazione israeliana della Cisgiordania risultano illegali. Tuttavia oggi nei territori occupati, compresa Gerusalemme Est, vivono circa 700.000 coloni, distribuiti in 141 colonie e 224 ‘outpost’, come riporta l’Ong israeliana Peace Now.
Ma il ‘garante’ Donald?
Nonostante la situazione sul terreno, il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas ha esortato Donald Trump e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a intervenire, riferisce The Arab Weekly. L’appello arriva a pochi giorni dall’incontro tra Trump e Netanyahu, programmato per domani. Washington ribadisce che non ci sarà alcuna annessione della Cisgiordania, ma non sono state adottate misure concrete per fermare l’espansione violenta dei coloni. Peggio: diversi coloni sanzionati dall’amministrazione Biden hanno visto le restrizioni revocate sotto Trump, mentre nuove misure sono state imposte a diverse Ong palestinesi attive in Cisgiordania.
Padroni del mondo
Attorno, solo indignazione sempre e solo a parole. L’Unione europea condanna ma nei Territori occupati l’annessione prosegue senza sosta. Secondo i dati dell’Ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha), nel solo mese di gennaio oltre 700 palestinesi sono stati sfollati a seguito dei pogrom dei coloni israeliani. Persone che si aggiungono ai più di 40.000 sfollati in Cisgiordania dall’ottobre 2023.
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