di Massimo Marnetto
Per me, Francesca Albanese, la Relatrice Speciale dell’ONU per i Territori Palestinesi, non è filo-Hamas, né antisemita, ma non sa comunicare. Nel forum di Doha ha detto: ‘’il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l’abbia armato, fornito di copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida’’ Sfida? E già qui siamo nella nebbia. Ma poi ha aggiunto: ’’Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune’’ senza specificare se questo nemico comune fossero i controllori di capitali/agoritmi/armi o lo Stato di Israele, fino a quel punto riferimento prevalente nel suo discorso.
Così, chi non la sopporta (tanti) ha interpretato la sua denuncia come una dichiarazione anti-Israele, spingendosi fino a chiedere le sue dimissioni; chi invece ha letto un riferimento al ‘’sistema’’ – come poi lei stessa ha precisato – la difende come una perseguitata. Io credo che la Albanese abbia voluto alludere non al sistema, ma a Israele, anche se non lo ha mai definito in modo esplicito ‘’nemico comune dell’umanità’’. E su questa ambiguità, ha costruito la sua rettifica. Dispiace che una persona così coraggiosa e infaticabile sia carente nell’uso delle parole. Un limite non da poco per chi opera in un Organismo di composizione dei conflitti, dove si usa il bisturi lessicale per interventi di elevatissima complessità.
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