La criminale follia della guerra preventiva

Ieri più di 150mila hanno invaso le piazze de L’Aia in Olanda. Manifestazioni di protesta in tutte le capitali d’Europa. Netanyahu è riuscito con le sue azioni criminali a determinare il maggiore isolamento di Israele nell’opinione pubblica internazionale. Anche i governi di destra che ancora prevalgono nel continente dovranno prenderne atto. Come invita a fare Marcello Veneziani, che molti come me considerano il più rispettabile e intelligente fra gli intellettuali di questa parte politica (nandocan)

Marcello Veneziani su Facebook

No, non possiamo far finta di niente, tacere o addirittura plaudire come fanno taluni da destra, alle azioni criminali di Netanyahu e di Israele. Nel silenzio vergognoso dell’Occidente, massacrano da quasi due anni e affamano popolazioni inermi, e distruggono case, famiglie e ospedali.

Attaccano e bombardano quasi tutti i paesi vicini, godendo di assoluta impunità, e attaccano da tempo l’Iran, lo accusano di ogni nefandezza mentre l’Iran sta fermo; uccidono capi politici, religiosi e militari, scienziati e chi capita, in azioni di “guerra preventiva”, un’aberrazione che i tg passano come se fosse normale e perfino legale. Noi possiamo avere l’atomica voi no. Accusano l’Iran di minacce, ma finora gli attentati, le uccisioni di capi e i bombardamenti sono di marca israeliana; e quanto al terrorismo islamico ha matrice sunnita e araba più che sciita e iraniana.

Gli stati arabi tacciono e forse tifano contro l’Iran; ma sono gli stessi che sostengono i terroristi, al loro interno sono più intolleranti e islamisti dell’Iran ma sono soci in affari con l’Occidente.

Qui non si tratta di destra e sinistra, di antisemitismo o antisionismo, e tantomeno si tratta di discettare davanti a migliaia di morti e mutilati, spesso bambini, se possiamo considerarlo genocidio oppure no. Qui siamo davanti a crimini di guerra, terrorismo di stato e rappresaglie cento volte più efferate dei crimini subiti.

Ciò non toglie che Hamas sia un’organizzazione terroristica e criminale, corresponsabile della strage continua dei palestinesi e responsabile del massacro subito dagli israeliani il 7 ottobre. Sarebbe giusto far sapere a chi minaccia israele che la sua distruzione sarebbe anche la loro. Ma queste azioni di guerra a priori, questi processi sanguinosi alle intenzioni, aumentano i rischi di guerra mondiale, non la prevengono.

L’Occidente dorme, si gira dall’altra parte, o peggio dalla parte di chi uccide e aggredisce.


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

Scopri di più da nandocan magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere