L’alternativa misericordiosa al senso di colpa che consegue (non sempre) alla violazione della regola è indispensabile a qualunque autorità morale. La pratica penitenziale, oggi sempre meno seguita nelle religioni, esigeva una fede nell’ aldilà oggi almeno in Europa decisamente non più di moda, Governare con la paura e la disperazione si può ancora, ma solo disponendo di un potere tirannico sulle persone o sulle coscienze. Ricordo che da bambino la prospettiva dell ‘inferno o anche solo del purgatorio faceva ancora paura, il buon cattolico però poteva cavarsela con una confessione e cinque “pateraveegloria”. Ora per il rispetto della morale comune si può contare sulla ragionevolezza del “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” o in alternativa sul potere deterrente dei tribunali. Ma non è facile. (nandocan)
di Massimo Marnetto
Esiste una sanatoria anche nel cattolicesimo: si chiama Giubileo. Credenti con abusi morali possono annullarne le conseguenze semplicemente adempiendo qualche obbligo. Per chi crede alla ripartizione dell’aldilà in inferno, purgatorio e paradiso (il limbo è stato abolito), si apre la possibilità di un passaggio di fascia a buon mercato.
Occorre dire che la Chiesa ha reso questa pratica più profonda, ma l’idea che anche per l’abusivismo morale ci sia la scappatoia del condono giubilare fa capire come la cultura dell’elusione della regola – contando sull’annullamento della sanzione – sia stata sempre assecondata dal politico e dal chierico. Liberare qualcuno da una sanzione o da un rimorso ha un enorme valore economico e di potere, da sempre considerato e scambiato da chi comanda su corpi e anime.
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