Scappatoia

L’alternativa misericordiosa al senso di colpa che consegue (non sempre) alla violazione della regola è indispensabile a qualunque autorità morale. La pratica penitenziale, oggi sempre meno seguita nelle religioni, esigeva una fede nell’ aldilà oggi almeno in Europa decisamente non più di moda, Governare con la paura e la disperazione si può ancora, ma solo disponendo di un potere tirannico sulle persone o sulle coscienze. Ricordo che da bambino la prospettiva dell ‘inferno o anche solo del purgatorio faceva ancora paura, il buon cattolico però poteva cavarsela con una confessione e cinque “pateraveegloria”. Ora per il rispetto della morale comune si può contare sulla ragionevolezza del “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” o in alternativa sul potere deterrente dei tribunali. Ma non è facile. (nandocan)

di Massimo Marnetto

Esiste una sanatoria anche nel cattolicesimo: si chiama Giubileo. Credenti con abusi morali possono annullarne le conseguenze semplicemente adempiendo qualche obbligo. Per chi crede alla ripartizione dell’aldilà in inferno, purgatorio e paradiso (il limbo è stato abolito), si apre la possibilità di un passaggio di fascia a buon mercato. 

Occorre dire che la Chiesa ha reso questa pratica più profonda, ma l’idea che anche per l’abusivismo morale ci sia la scappatoia del condono giubilare fa capire come la cultura dell’elusione della regola – contando sull’annullamento della sanzione – sia stata sempre assecondata dal politico e dal chierico. Liberare qualcuno da una sanzione o da un rimorso ha un enorme valore economico e di potere, da sempre considerato  e scambiato da chi comanda su corpi e anime.


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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