Quella stagione televisiva di cui scrive Marnetto l’ho vissuta anch’io personalmente, ricordo anzi che chiesi ad Angelo Guglielmi di proporre il mio trasferimento dal tg2 alla terza rete RAI dopo che Andrea Barbato mi aveva scelto con altri due colleghi per la redazione del settimanale televisivo “Scenario” , in onda su Rai tre. Guglielmi lo fece ma senza successo. A me non pareva vero di poter lasciare sia pure provvisoriamente un tg2 lottizzato dal PSI craxiano per tornare a lavorare nuovamente col primo e miglior direttore che avevo avuto in quel giornale. Purtroppo, come molti di noi temevano, anche a Rai tre un settimanale indipendente non poteva che avere vita breve. “Scenario” durò soltanto un anno e il mio trasferimento altrettanto. (nandocan)
di Massimo Marnetto
L’11 Luglio 2022 moriva Angelo Guglielmi, artefice della stagione migliore di Rai3. Uomo di grande cultura, ebbe il merito di valorizzare conduttori tra gli altri come Augias, Barbato, Dandini, Fazio; e scommettere su programmi eretici come Blob.
Oggi rimpiango la lottizzazione di quegli anni, perché almeno là c’era un’enclave di televisione innovativa di sinistra (Rai3), decisamente diversa da quella tradizionale democristiana (Rai1) e in concorrenza con il canale socialista (Rai2), che mise a segno programmi altrettanto alternativi, come ”L’Altra Domenica”, rampa di lancio di Benigni.
Oggi, quando leggo in bolletta la voce canone, mi viene la mestizia, perché – tranne i pochi programmi che seguo sulla rete pubblica – sto quasi sempre su altri canali, dove trovo soprattutto un’informazione decente (vedi il buco delle elezioni francesi da parte della Rai). Ma il canone lo pago con convinzione, perché credo nella funzione sociale di un buon servizio pubblico televisivo. Certo, i Vespa e i Petrecca non sono come Guglielmi, ma nel futuro la Rai non potrà che migliorare.
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