L’aeroporto di Milano a un frodatore amico di mafiosi. Perché stupirsi? Quando la democrazia si riduce a rappresentanza/ione fedele e zelante di buona parte degli elettori chi può negare che uomini come Berlusconi o Le Pen (oggi anche Trump o Melenchon) abbiano provato o provino ancora a farlo con un certo successo? La demagogia é da millenni indicata come la piú probabile deviazione della democrazia. Cerchiamo allora che l’elettorato (dèmos) maturi al punto di riuscire a farsi rappresentare davvero dai migliori. E che i grandi media diano una mano per metterli in luce anziché rafforzare la popolarità dei peggiori. (nandocan)
di Massimo Marnetto
La concomitanza è indicativa: mentre si intitola l’aeroporto di Milano a un frodatore amico di mafiosi, si abolisce il reato di abuso d’ufficio. La delinquenza si è fatta spazio nella cultura, si è infiltrata in Parlamento e ora si autopromuove come normalità, travolgendo basilari principi di legalità. Così il controllo è diventato burocrazia, l’intercettazione di criminali violazione della privacy, la ”disciplina e onore” una formalità da bacchettoni, la correttezza un intoppo che frena il fare. Manca solo la legalizzazione della corruzione e il disegno è perfetto.
Ma niente paura: presto vedremo qualche solerte onorevole depositare una proposta di legge per sdoganare la mazzetta, recante ‘’Disposizioni per equiparare doni deperibili a quelli espressi in valuta’’. ‘’Vogliamo abolire – dirà il parlamentare con piglio oratorio – l’assurda presunzione di corruzione nei confronti dei doni a politici e funzionari e ripristinare invece la libertà nelle tradizionali forme di ossequio dei cittadini verso i loro amministratori. Perché un sindaco può accettare un capretto macellato o una cassetta di cozze pelose e non il corrispondente in valuta, che è più igienico e salvaguardia pure la vita degli animali?’’ (applausi trasversali, con prevalenza nel settore destro dell’Aula).
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