Giuseppe Salamone su Facebook
Aaron Bushnell, 25 anni, militare statunitense si è dato fuoco davanti all’ambasciata israeliana a Washington per protesta contro il genocidio in Palestina. Lo ha fatto pronunciando queste parole: “Sono un membro in servizio attivo dell’aeronautica americana e non sarò più complice del genocidio”. Inoltre ha gridato più volte “Palestina libera” e detto che “questo è niente rispetto alle sofferenze del popolo Palestinese.”
Onore a quest’uomo per il coraggio di auto immolarsi per una causa sacrosanta, ma mi sento di dire una cosa: per combattere contro le ingiustizie bisogna farlo da vivi. Questi gesti estremi possono servire per sensibilizzare l’opinione pubblica ma la vita va preservata sempre. Le persone perbene servono vive!
Ci sono già stati gesti simili, ad Atlanta a dicembre una persona ha fatto più o meno la stessa cosa sempre davanti al consolato israeliano. Ripeto: preserviamo la vita perché è la cosa più importante che ci possa essere. Voglio comunque mandare un abbraccio a quest’uomo, anche lui vittima del terrorismo di stato israeliano.
P.S: E mentre Aaron bruciava dopo essere caduto per terra, un poliziotto della democrazia da prendere a modello gli puntava la pistola contro…
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