Consigli non richiesti per il corteggiamento

di Massimo Marnetto

  1. Il corteggiamento inizia per attrazione fisica, ovvero la fisiologica ricerca di piacere sessuale, che poi evolve. Non è una ”porcheria”, ma un’emozione bellissima e sana. Il corteggiamento ha bisogno di accortezze. Come l’offrire alla ragazza gentilezza e autenticità, meglio se condite con autoironia. Per le ragazze la simpatia è sexy.
  2. Fin dall’inizio si deve mettere in conto un rifiuto. Se avviene, è normale soffrire, ma non è giusto svalutare la ragazza o se stessi. Semplicemente succede a tutti. Se la relazione nasce, ha bisogno di amore, che è attenzione, rispetto e tempo.
  3. Una ragazza non deve sentirsi obbligata ad adattarsi ai tuoi hobby. Se lo fa, ha poca autostima e ti stancherai di lei. Se tu lo pretendi, non la ami ma te ne servi per nutrire il tuo narcisismo, richiesta inaccettabile per una ragazza libera e intelligente.
  4. La gelosia non è un segno di amore, ma di insicurezza tirannica. La sensazione che ti fa sentire inferiore agli altri ragazzi, che diventano così tutti potenziali competitori vincenti; e che ti spinge ad assumere un controllo morboso e violento verso la tua ragazza; a punirla come complice dei presunti pretendenti per ogni atto che non sia il mortificarsi. Qui il problema sei tu: se non ti ami, non puoi amare.
  5. Se la insulti per la prima volta, hai bisogno della sua umiliazione per sentirti sicuro. Se le dai il primo schiaffo, hai bisogno della sua sofferenza per sentirti padrone. Se arrivi a questo punto, fermati. Lasciala andare. Meglio che sia tu a chiedere aiuto, che lei.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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