Mentre i ministri degli interni dell’Unione si incontrano per cercare l’ennesimo compromesso, Massimo Nava ci dice dal sito RemoContro di Ennio Remondino che questa sta diventando la scelta obbligata, “se l’informazione, la cultura e la pedagogia politica non servono a contrastare il fenomeno”. Ormai ci siamo, scrive, “anche se si continua a sostenere che le conseguenze sarebbero tragiche per l’Europa, per l’economia e per l’euro”. Una soluzione alternativa sarebbe quella di costruire un’Europa davvero democratica, come la sognavano i fondatori, unita nel rinunciare agli egoismi nazionali con la cessione della sovranità necessaria a un governo politico dell’economia. Probabilmente è già troppo tardi (nandocan).
L’ultimo muro proposto é in Macedonia, cosí taglieremmo fuori la Grecia, invasa da profughi e sull’orlo del fallimento. Il fronte greco della Nato piú affidabile della Turchia, sarebbe quindi ancora piú instabile, tanto piú che la Turchia fa doppi e tripli giochi sull’Isis e sui curdi, con gli Stati Uniti e con i sunniti, con la Russia e con l’Europa.
Nessuno pensa a erigere muri contro la stupiditá. L’ex presidente Sarkozy, nel suo programma per la rivincita, parla di rivedere Schengen e dice “l’avevo detto che non funziona”. Contro Schengen sono ormai alcuni governi e molti partiti di tutti i Paesi della Ue con rare eccezioni. La Germania, buona ultima, parla di “tetti” e “soglie” che é come dire quote e controlli.
A nessuno viene in mente di riflettere sulle dinamiche demografiche, sull’invecchiamento della popolazione, sulla necessitá di quote di immigrati per mantenere il sistema e pagare le nostre future pensioni. In realtà qualcuno ci pensa, ma la moneta corrente è il ricatto populista, cioé la paura di perdere le prossime elezioni a favore di chi sostiene da tempo la necessitá di abolire Schengen, alzare muri e difendere Stati e interessi nazionali.
Ma se l’informazione, la cultura e la pedagogia politica non servono a contrastare il fenomeno, se le classi dirigenti lo temono o lo assecondano e comunque ne sono prigionieri, tanto vale scegliere fra i due mali: rispettare la volontá popolare e sospendere Schengen oppure tenersi Schengen e sospendere la democrazia.
*Massimo Nava, giornalista, editorialista del Corriere della Sera da Parigi, già inviato di guerra in numerosi conflitti e autore di numerosi libri.

***di Massimo Nava*, 25 gennaio 2016 – Sospendere Schengen o sospendere la democrazia? Ormai ci siamo, anche se si continua a sostenere che le conseguenze sarebbero tragiche per l’Europa, per l’economia e per l’euro.