Credimi, Massimo, non è cosa. Tutt’al più i romani si metterebbero a ridere. Meglio quindi che continui a interpretare questi difetti alla perfezione, nessun attore potrebbe far meglio. Magari in coda lui stesso o qualcun altro potrebbe aggiungere una battuta che faccia riflettere il pubblico sul rispetto dei beni comuni. Chissà che non riesca a convincerne qualcuno. nandocan)
di Massimo Marnetto
Ho letto l’intervista di Carlo Verdone sulle condizioni di Roma e la sua tentazione di andarsene. Non sono d’accordo. La fuga è la scelta più facile e individualistica. Molto meglio rimanere e fare qualcosa per cambiare la mentalità di noi romani. Difficile? Certo, ma possibile.
Come? Mandando – lui che è amatissimo a Roma – messaggi d’incoraggiamento verso comportamenti civili, una sorta di ”Dieci Comandamenti per chi ama Roma”, tipo: non sporcare la città, non fare chiasso la notte nelle strade, lasciare il varco all’incrocio se davanti c’è la fila, ecc.
Ma soprattutto invitando i romani a scrivere una mail di protesta ai giornali, invece di bofonchiare e maledire la città. I politici stanno attenti alle rubriche dei lettori e vogliono essere rieletti. Più si usa l’arma civile (ed efficace) della protesta pubblica, più si condizionano i decisori politici a migliorare le cose. È lo ”zittismo” il pigerrimo male di Roma. (Daje Carlo!)
