Autonomia Premierato Giustizia, le riforme contro la Costituzione

Domenico Gallo per Libertà e Giustizia

All’alba del 19 giugno, la Camera ha approvato in via definitiva la legge sull’autonomia differenziata. Il giorno precedente era arrivato il primo sì del Senato al Premierato. Poi toccherà alla riforma della Giustizia che agisce su una funzione particolarmente delicata dello Stato di diritto, quella che riguarda la garanzia dei diritti individuali delle persone.

Con l’autonomia differenziata, con l’elezione diretta del Presidente del Consiglio e adesso con la proposta Nordio di cambiare l’ordinamento costituzionale della magistratura, si completa il disegno eversivo della destra che punta alla demolizione dei caratteri identificativi della Repubblica, delineati dalla Costituzione frutto della lotta di liberazione dal nazifascismo. 

Siamo in presenza di un attacco a tutto campo, all’esito del quale – se non arrestato in tempo – coloro che hanno vissuto l’avvento della Costituzione come frutto di una loro sconfitta storica, possono rivalersi cancellando quegli istituti democratici che connotano il carattere antifascista dell’ordinamento. 

Abbiamo già denunciato il carattere eversivo che assumerebbe l’autonomia differenziata secondo il disegno Calderoli; abbiamo già evidenziato i pericoli di accentramento autoritario insiti nel Premierato; adesso il governo Meloni si appresta a completare il quadro manomettendo la disciplina della magistratura regolata dal titolo IV della Costituzione.

La c.d. riforma della Giustizia non è meno pericolosa delle altre due perché agisce su una funzione particolarmente delicata dello Stato di diritto, quella che attiene alla garanzia dei diritti individuali delle persone.

La Costituzione garantisce l’indipendenza della magistratura a tutela dei diritti inviolabili dell’uomo. Manomettere il sistema che la Costituzione ha delineato non riguarda interessi corporativi dei magistrati, ma si riflette direttamente sulle caratteristiche della risposta alle domande di giustizia. In particolare con questa manomissione costituzionale la giustizia non diventerà più rapida, né migliore, né aumenterà la capacità di tutelare i soggetti deboli di fronte agli arbitri dei poteri  pubblici o privati.

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Domenico Gallo


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