Progressisti unitevi

Da quanto ho potuto notare nell’ormai lunga esperienza di lettore/elettore la divisione delle sinistre è tradizionalmente oggetto di premurosa attenzione da parte dei grandi media. Fino a qualche anno fa continuavano ad agitare lo spettro del comunismo sovietico, anche quando quest’ultimo poteva esser dato tranquillamente per morto e sepolto. Con l’aiuto e la benedizione dell’autorità ecclesiastica e naturalmente della Confindustria.

Con storica fedeltà al passato i moderati hanno continuato a guardare all’estrema destra, tradizionalmente bendisposta alla protezione dei privilegi. Così, quanti erano rimasti fuori per decenni dall’arco costituzionale non solo vi sono stati accolti ma addirittura mandati al governo. Così che, grazie alla puzza al naso per i Cinquestelle possano tornare a spaccare il Paese (con l’autonomia differenziata) e a riportare un uomo solo al comando (con il premierato). Progressisti di tutto il mondo, unitevi.(nandocan)

di Massimo Marnetto

I progressisti uniti vincono le elezioni. Alle volte serve riscoprire l’acqua calda per apprezzarla. Come dimostra il successo delle opposizioni nazionali, nelle elezioni comunali. Ma queste vittorie passano anche dal rinnovamento dei leader dei partiti maggiori. Il PD ha la Schlein, che finalmente ha imparato a parlare di temi concreti (sanità, salario minimo) e sta riportando il partito a sinistra, dopo anni di ‘’terze vie’’ fighette e Leopolde chiuse per spaccio di narcisismo. Conte si sta emancipando da Grillo e dalla vaghezza del ‘’né di destra, né di sinistra’’, che ha penalizzato il Movimento.

Tutto a posto, dunque? No, ma almeno ci sono le premesse per affrontare insieme le prossime battaglie referendarie: resistere alla modifica costituzionale del premierato (senza quorum) e buttare giù l’autonomia differenziata (con il quorum). Si possono vincere anche queste sfide, se tra le forze di opposizione ci sarà collaborazione. C’è un gran numero di elettori che la chiede. Basta solo saper ascoltare.


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