Inderogabili

Satnam Singh, abbandonato dal datore di lavoro a Bainsizza, a sette chilometri dalla serra dove si era tranciato il braccio, l’avambraccio in uno scatolone.  Non è un caso che le vittime di infortuni sul lavoro, denunciati o meno, si trovino soprattutto fra i lavoratori irregolari e meno retribuiti, a cominciare dagli immigrati. Costretti come sono dal bisogno e dall’insufficienza dei controlli a sottoporsi a rischi, orari e condizioni di lavoro inaccettabili. In attività e zone dove la protezione dei sindacati incontra maggiori difficoltà non tanto per ignoranza quanto per il ricatto padronale, reso più facile in molte regioni italiane dalla disoccupazione e dal precariato. Con la destra al governo – anche se col centrosinistra non è andata meglio – è ingenuo sperare in interventi risolutivi contro la piaga degli infortuni sul lavoro da parte politica. Non resta che sperare in quello della solidarietà operaia, alla quale soltanto del resto, dall’ottocento ad oggi, si devono tutte le maggiori conquiste da parte dei lavoratori. (nandocan)

di Massimo Marnetto

Non ce ne siamo accorti, ma – di fatto – è stato abrogato l’articolo 2 della Costituzione. Quello che dispone l’ ‘’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale’’. Inderogabili: aggettivo assoluto, che non ammette eccezioni.

Invece, non soccorriamo più i migranti in mare, perché è più pratico farli annegare, che farli sbarcare. Non tuteliamo i migranti a terra lasciati in balia dei caporali, che li sfruttano e li abbandonano anche quando vengono amputati da un macchinario, come è successo Satnam Singh. Non ci sentiamo più responsabili delle Regioni del Sud in difficoltà per portarle agli standard nazionali, perché ora c’è l’autonomia differenziata, cioè: arrangiatevi. Il prossimo anno vorrei che ci fosse una traccia sulla solidarietà per il tema della maturità, partendo non dai Lep, ma da Lev (Tolstoj): ‘’Se senti il dolore, sei vivo. Se senti il dolore degli altri, sei umano’’.


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