Antonio Cipriani su Polemos
Come non sentirsi smarriti in un mondo ostile. Spaesati in una solitudine troppo rumorosa, di indifferenze e crudeltà, di leggi morali buttate nell’immondizia a favore di un sistema di potere ignobile, senza memoria, senza conoscenze.
Come non perdersi in un labirinto di paure e risentimenti se tutto quello che accade è privo di senso. Se tutto quello che accade ci viene raccontato con perizia e cinismo da media senza dignità, come una continua propaganda di guerra e di rabbia, di ineluttabilità e inutilità.
- Riguarda Gaza, la morte di ogni giorno in diretta. Per fame, per bombe, per crudeltà di tipo nazista, per complicità politica.
- Riguarda la Flotilla, i cui vessilli di pace sono stati bruciati dai terroristi nel pieno della loro illegalità.
- Riguarda i nostri giovani bastonati, la repressione che aumenta, la censura fascista, i media compiacenti e volgari, le informazioni negate, le notizie spiegate arbitrariamente in tv.
- Riguarda la crisi, l’impoverimento, la perdita dei diritti sociali, la distruzione della scuola pubblica, il massacro della sanità pubblica, i licenziamenti, l’economia fasulla, i finanziamenti dati ai ricchi privati, i tagli a chi opera nel bene comune.
- Riguarda un mondo alla rovescia che è nelle mani dei criminali a livello internazionale. Dei loro portaborse pavidi, di chi fa soldi a palate sulla pelle dei poveri, sul genocidio dei palestinesi, degli obbedienti di un’Europa mai dei popoli, sempre delle banche e degli interessi belluini della Nato.
- Riguarda gli indifferenti. Giovani o meno giovani. Con la testa infilata nei telefonini, seduti sui divani col telecomando in mano come unico potere democratico legato al cambio del canale.
- Riguarda gli arrabbiati per cose inutili, i razzisti, gli ottusi che sparano scemenze, gli ignoranti che fanno carriera grazie alla loro ignoranza obbediente.
Riguarda tutti noi. Perché mai come in quest’epoca di mediocri al potere, di farabutti e fasciotappetini tutto ci riguarda, il genocidio dei palestinesi e la repressione che ci arriva addosso. Ci riguarda la politica, l’arte, la cultura, il territorio. Tutto ci riguarda perché tutto va difeso dall’impeto dei criminali di ogni specie e dei loro scendiletto.
E si vedono bellissimi segnali positivi, nello spaesamento della storia. I cittadini tornano a esistere, a sottrarsi dall’incantesimo social e mediatico. Fanno cose. Occupano spazi pubblici. Prendono la parola. Esistono nella democrazia. E questo è un fatto rivoluzionario e temuto da chi il potere lo detiene davvero e ha bisogno di burattini rabbiosi o cheti, ma burattini.
Ognuno sta cominciando a fare la sua parte.Ed è questo il momento di continuare. Ovunque. Come una marea, come una Flotilla di terra e di mare, di città, di quartieri e di paesi. Nel nostro di paese, San Quirico d’Orcia, che ha poco più di due migliaia di abitanti, per esempio, fioccano iniziative: la lettura di poesie nella libreria, la proiezione del film sulla Palestina, la raccolta fondi nel caffè, la bandiera palestinese esposta dal Comune, le discussioni pubbliche, le iniziative costruite insieme dalle associazioni. Venerdì prossimo ci sarà una fiaccolata per la Palestina e si leggeranno ancora le parole dei poeti di Gaza, di quelli ammazzati dalla ferocia dell’esercito israeliano. Per dare voce a chi non ce l’ha.
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