C’è aggressione e aggressione, replica oggi Marnetto ai critici di Mattarella per il suo riferimento al nazismo dell’invasione in Ucraina. E spiega: Putin ha invaso come Hitler per conquistare il Donbass, gli americani in Iraq invece senza l’intento di conquistarlo. E i critici di rimando: allora D’Annunzio, quando nel 1919 ha invaso Fiume e la Dalmazia sarebbe paragonabile a Hitler? E a chi vogliamo paragonare Trump, che vorrebbe sfruttare la conquista israeliana di Gaza per farne un “paradiso” turistico? Meglio allora lasciar perdere questi confronti a chi è stato peggio in passato e favorire una gara a chi fa meglio oggi per evitare guerre, distruzioni e massacri di gente innocente. E in questo oggi siamo tutti perdenti. (nandocan).
di Massimo Marnetto
Non vorrei far agitare ulteriormente la Portavoce Marija Zacharova, ma ritengo corretto il discorso di Mattarella a Marsiglia, perché la critica del Presidente si è rivolta all’aggressione territoriale russa di annessione, che egli considera elemento tipico del nazismo. Quindi può comportarsi da nazista anche uno stato come la Russia di oggi (aggressiva), in perfetta antitesi con l’eroico antinazismo della Russia di ieri (difensivo).
Alcuni osservatori obiettano che – se vale questa equazione – allora è da considerarsi ”nazista” anche l’aggressione americana all’Iraq. Hanno ragione solo in parte perché là c’è stata aggressione, ma senza l’intento della conquista. Sarebbe invece perfettamente nazista un eventuale tentativo di Trump per l’annettere manu militari la Groenlandia, giustificato dal concetto di spazio vitale di hitleriana memoria (”Lebensraum”).
Con un sillogismo simile, accusai subito di fascismo le Brigate Rosse, proprio per la presenza dello stesso elemento caratterizzante l’azione delle camicie nere: l’omicidio politico. Insomma, sono i fatti (obiettivi) che definiscono il comportamento di nazioni o gruppi; non la percezione (soggettiva) che questi hanno del loro agire.
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