Non da oggi anche quella degli Stati Uniti si rivela una democrazia malata. E la prospettiva che la corsa alla leadership della più grande potenza mondiale si svolga tra un miliardario arrogante e un anziano smemorato non può che preoccupare qualunque vero democratico. Ma ancor più preoccupa che ad affrontare una grave crisi politica ed economica, climatica e ambientale non vi sia ancora in Europa l’indispensabile intesa e solidaretà tra parlamenti e governi che favorisca una vera autonomia. (nandocan)
di Massimo Marnetto
La pallottola che avrebbe dovuto ucciderlo, potrebbe portarlo alla vittoria. È un bene che Trump l’abbia scampata, sia dal punto di vista umano che politico. Se fosse stato assassinato, gli USA sarebbero caduti in una rivolta senza freni. Ora più che mai, Trump è lanciato verso la Casa Bianca. Ora più che mai, occorre sostituire Biden con un vero competitore, per raccogliere le residue possibilità dei democratici di resistere all’effetto ”martire”.
Ma una cosa è certa: la democrazia americana è malata. Da quando c’è stato l’assalto a Capitol Hill si è aperta una ferita che ha ridotto al minimo la speranza, il globulo che ossigena la democrazia. Quando la società è contaminata da paura e rabbia, la violenza diventa per molti una soluzione. Spero che a Trump guarisca presto il suo orecchio. Spero che Biden capisca presto che è vecchio. La lucidità dell’America ci riguarda.
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