Ho inteso introdurre con questo titolo la nota (che segue) di Massimo Marnetto sulla guerra, che parrebbe limitarne l’origine nella pretesa di dominio. Perché una guerra di indipendenza o di liberazione dopo decenni o secoli di schiavitù non viene iniziata per sottomettere ma per liberarsi dalla sottomissione.
È vero però che all’origine prossima o remota di ogni guerra dichiarata o subita è la pretesa di una parte o dell’altra di sottomettere o continuare a dominare con la forza i popoli vicini. Così come gli scenari di città e regioni devastati da un conflitto non consentono più di parlare di vittorie o sconfitte, ma solo di morte e distruzione.
Aggredire o difendere
Peccato che secoli di celebrazione retorica della forza militare non abbiano mai fatto distinzione sull’uso di questa forza, per aggredire o difendere. E che nei monumenti ai caduti non venga condannata mai la logica di dominio ma al contrario venga sempre spiegata se non addirittura esaltata come virtù e amor di patria: (“dulce et decorum est pro patria mori”).
In nome del realismo
Perfino oggi che con la proliferazione nucleare abbiamo in mano i destini del pianeta, si continua a teorizzare l’inevitabilità delle guerre in nome del realismo politico. Irridendo al pacifismo come “fuori dal mondo” e militarizzando la versione dei fatti e a seconda dello schieramento del blocco di appartenenza dividendo le decine o centinaia di migliaia di vittime tra eroi o “danni collaterali”.
evoluzione arretrata
Tutto questo a me come a un numero crescente di miei concittadini è sempre apparso come il segnale di una arretrata evoluzione del cervello umano e della cultura che produce. Una specie di follia collettiva che ha qualcosa a che vedere con l’istinto di morte individuato da Freud. Ma gli istinti possono anche essere controllati e guidati con l’educazione. A cominciare dal modo in cui si scrivono i libri di storia e gli articoli di giornale. (nandocan)
Il limite scelto
di Massimo Marnetto
La guerra è provocare sofferenza ad altri per ottenerne la sottomissione. Il dolore, se raggiunge livelli insopportabili, prevale sul bisogno di libertà. La resa è dunque la ricerca di un sollievo biologico, anche a costo di patire una frustrazione psicologica, come è la perdita della facoltà di scegliere, la libertà appunto.
Mi chiedo: siamo afflitti da una tara congenita che ci spinge a infierire sugli inermi o si è affermata una cultura che ha esaltato sempre chi ha inflitto sofferenza chiamandola conquista? Forse convivono entrambi gli elementi, ma credo che il pacifismo si fondi sull’autostima: non ho bisogno di sottomettere nessuno per sentirmi importante, perché per me già lo sono. Non è un concetto intuitivo, ma custodisce un segreto importante: il limite scelto è alla base dall’armonia.
- Come se Dio non ci fossedi Raniero La Valle Cari amici, stiamo vivendo una svolta storica, carica di simboli e presagi, che nell’ultima settimana ha raggiunto probabilmente il punto di caduta più vicino all’abisso. Noi però abbiamo l’impressione che la fase stia cambiando e che forse nei prossimi mesi comincerà la risalita e torneremo a vedere la luce. Nell’incontro perContinua a leggere “Come se Dio non ci fosse”
- Il duo Trump-Netanyahu in che catastrofe precipitano il pianeta?Ennio Remondino su Remocontro La percezione della minaccia che incombe sul mondo sta diffondendosi oltre prevenzioni ideologiche o di schieramento. Trump-Netanyahu: uno dei due un criminale ricercato per crimini di guerra, e l’altro un caricaturale mancato Nobel per la pace che s’è fatto trascinare in una guerra catastrofica da cui la sua personalità disturbata nonContinua a leggere “Il duo Trump-Netanyahu in che catastrofe precipitano il pianeta?”
- Giu le mani da Silvia SalisIn politica più che in altri settori della vita pubblica, montare e smontare il protagonismo degli aspiranti leader è sport diffuso tra i media. Sempre meno complicato che entrare nel vivo delle questioni e del dibattito in corso. Vale per chi è dentro come per chi è fuori. Simpatizzare suona meno impegnativo di partecipare, figuriamociContinua a leggere “Giu le mani da Silvia Salis”
- Contro la guerrada Remocontro Nessuno è così stolto da preferire la guerra alla pace, poiché in tempo di pace sono i figli che portano alla sepoltura i padri, mentre in tempo di guerra sono i padri che seppelliscono i figli.(Erodoto). La guerra nutre se stessa (Tito Livio) Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loroContinua a leggere “Contro la guerra”
- La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’Temo proprio che non sia consigliabile, e in molti casi perfino impossibile prendere sul serio molte dichiarazioni dell’attuale presidente Usa (speriamo per poco, una rielezione sarebbe fatale). Gli osservatori più seri lo sanno ma fingono di prenderle in considerazione (per non rinunciare allo scoop), prendendone tuttavia le distanze. Tanti altri invece si affrettano ad amplificarleContinua a leggere “La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’”





