Mai tanti morti tra i civili, donne e bambini, come a Gaza

…e nel Tg1 delle 13 le aperture su Gaza, con poco rispetto dell’attualità, riguardavano ancora oggi le malefatte e le minacce di Hamas e soltanto dopo cronaca e immagini di stragi e macerie procurate dall’invasione israeliana. Ma l’esodo forzato dei palestinesi inseguiti dai carri armati israeliani verso l’Egitto non può che riportare alla mente quello negli stessi luoghi degli ebrei inseguiti dai carri del Faraone. Forse Israele non riuscirà a distruggere Hamas, ma è già riuscito a distruggere Gaza. (nandocan)

Ennio Remondino su Remocontro

Dal 7 ottobre i bombardamenti israeliani hanno ucciso un numero enorme di civili, la premessa di Lauren Leatherby sul New York Times. «Una strage simile in un tempo così breve ha pochi precedenti in questo secolo». A Gaza le persone sono state uccise a un ritmo superiore a quello dei momenti più sanguinosi delle campagne militari degli Stati Uniti in Iraq, Siria e Afghanistan.

‘Increscioso incontro ’

«Israele ha presentato la morte di civili nella Striscia di Gaza come un aspetto increscioso ma inevitabile del conflitto moderno, citando il pesante tributo umano delle campagne militari che gli Stati Uniti hanno condotto in Iraq e in Siria. Ma una revisione dei conflitti del passato e le interviste con esperti di armi e di vittime indica che l’attacco di Israele è diverso», la contestazione immediata di Leatherby

Bombe pesanti

L’uso abbondante di ordigni ad alto potenziale fatto da Israele in aree urbane densamente popolate, tra cui bombe da 900 chili di fabbricazione statunitense capaci di spianare un condominio, è spiazzante, dicono gli esperti. «È al di là di tutto quello che ho visto nella mia carriera», dichiara Marc Garlasco, ex analista d’intelligence al Pentagono. «Per un paragone storico, aggiunge Garlasco, dovremmo tornare ai tempi del Vietnam o della seconda guerra mondiale».

Dimensione e velocità della strage

Una strage simile in un tempo così breve ha pochi precedenti in questo secolo, sostiene Lauren Leatherby. Qualcosa di simile forse solo a Mosul, in Iraq, e Raqqa, in Siria. Le vittime civili sono difficili da calcolare, dicono i militari. Secondo i ricercatori invece «il numero di circa diecimila vittime tra donne e bambini registrato a Gaza fornisce la misura approssimativa – anche se cauta – delle morti di civili nel territorio».

La giustificazioni di Israele

«Facciamo molto per prevenire e, dove possibile, ridurre l’uccisione o il ferimento di civili» afferma un portavoce dell’esercito israeliano. «Ci concentriamo su Hamas». Ma i ricercatori anche americani ci dicono che «in meno di due mesi sono stati uccisi più donne e bambini dei civili uccisi dalle forze statunitensi e dai loro alleati internazionali in tutto il primo anno di invasione dell’Iraq nel 2003».

In 2 mesi i 20 anni di Afghanistan

Secondo Neta C. Crawford, docente dell’università di Oxford e co-direttrice del ‘Costs of war’ della Brown university, negli Stati Uniti, il numero di donne e bambini uccisi a Gaza «è già vicino a quello documentato dagli Stati Uniti e dai loro alleati in Afghanistan in quasi vent’anni di guerra».

Più che in Ucraina

Secondo le stime dell’Onu le donne e i bambini uccisi a Gaza sono già più del doppio di quelli morti in Ucraina dopo quasi due anni di attacchi russi (le Nazioni Unite ritengono però che il vero bilancio delle vittime in Ucraina sia considerevolmente superiore di quello ammesso)

Catastrofe umanitaria

Nonostante la breve tregua, la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza rimane catastrofica, afferma l’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi. Per il Programma alimentare mondiale c’è il rischio di una carestia. L’Organizzazione mondiale della sanità ha constatato un ‘enorme aumento’ di malattie contagiose. Secondo conteggi Onu, a Gaza sono stati uccisi più bambini che in tutte le principali zone di conflitto del mondo messe insieme – inclusa l’Ucraina – nell’intero 2022.

Biden pentito ma le bombe a Israele continuano

Dopo aver inizialmente messo in dubbio il bilancio delle vittime a Gaza, l’amministrazione Biden ammette ora che il numero reale di vittime civili «potrebbe essere molto alto». Gli esteri a una commissione della Camera, «il numero di vittime civili forse anche più alto di quello riportato». Donne e bambini rappresentano quasi il 70 per cento di tutti i decessi registrati a Gaza, ribadisce il New York Times.

Netanyahu in gara di mostruosità

In un discorso del 30 ottobre, il primo ministro israeliano Netanyahu ha fatto riferimento al bombardamento accidentale di un ospedale pediatrico colpito dall’aviazione britannica che mirava al quartier generale della Gestapo a Copenaghen nel 1945. E a Blinken ospite, citate le atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki nel 1945, che insieme uccisero più di centomila persone.

E le mostruosità del passato si rincorrono per giustificare quelle di oggi che si ripetono senza memoria, decenza e coscienza, aggiungiamo noi alla dura, impressionante e documentata requisitoria di Lauren Leatherby.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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