Non c’è valore più alto della vita

***di Giovanni Lamagna, 14 marzo 2022

Io non ho paura di morire.O, meglio, ho paura di morire, ma sono disposto a morire.Se non ho alternative.Se l’alternativa è una vita priva di dignità.Ciò che non sono disposto a fare è uccidere.Non sono disposto ad uccidere manco il mio peggiore nemico.Neanche in nome dei più grandi ideali, neanche in nome della libertà.

Non c’è, infatti, valore più alto della vita; la vita è sacra; anche quella di chi mi vuole morto, anche quella di chi disprezza, odia la libertà.E’ questa la testimonianza che io intendo dare, anche al mio nemico: la tua vita vale quanto la mia; ed io sono disposto a sacrificare la mia, pur di non annientare la tua.

Questo significa che io non voglio lottare per i miei ideali, per i valori in cui credo; a cominciare dal valore della libertà? No, di certo! Ma voglio farlo in maniera nonviolenta, senza prendere le armi per lottare. E vi invito, sollecito, supplico a fare altrettanto, prima che la guerra ci prenda la mano tutti e diventi ad un certo punto inarrestabile.

A cominciare dal popolo ucraino, che in questo momento è vittima di un’invasione armata. Dico, in altre parole: inventiamoci forme di nonviolenza attiva, il più possibile di massa, di fronte all’aggressore, a chi minaccia di toglierci la vita!

Non vedo alternative, oggi, se vogliamo evitare un’escalation militare, che ci porterebbe ad una guerra mondiale e nucleare, che significherebbe la quasi totale distruzione del pianeta e la fine dell’Umanità. Ce ne rendiamo conto? E, se ce ne rendiamo conto, cosa facciamo? Ci basta mandare armi all’Ucraina e gridare al mostro Putin: “Fermati!”, sapendo benissimo che egli non ci ascolterà?

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