Io non ho paura di morire.O, meglio, ho paura di morire, ma sono disposto a morire.Se non ho alternative.Se l’alternativa è una vita priva di dignità.Ciò che non sono disposto a fare è uccidere.Non sono disposto ad uccidere manco il mio peggiore nemico.Neanche in nome dei più grandi ideali, neanche in nome della libertà.
Non c’è, infatti, valore più alto della vita; la vita è sacra; anche quella di chi mi vuole morto, anche quella di chi disprezza, odia la libertà.E’ questa la testimonianza che io intendo dare, anche al mio nemico: la tua vita vale quanto la mia; ed io sono disposto a sacrificare la mia, pur di non annientare la tua.
Questo significa che io non voglio lottare per i miei ideali, per i valori in cui credo; a cominciare dal valore della libertà? No, di certo! Ma voglio farlo in maniera nonviolenta, senza prendere le armi per lottare. E vi invito, sollecito, supplico a fare altrettanto, prima che la guerra ci prenda la mano tutti e diventi ad un certo punto inarrestabile.
A cominciare dal popolo ucraino, che in questo momento è vittima di un’invasione armata. Dico, in altre parole: inventiamoci forme di nonviolenza attiva, il più possibile di massa, di fronte all’aggressore, a chi minaccia di toglierci la vita!
Non vedo alternative, oggi, se vogliamo evitare un’escalation militare, che ci porterebbe ad una guerra mondiale e nucleare, che significherebbe la quasi totale distruzione del pianeta e la fine dell’Umanità. Ce ne rendiamo conto? E, se ce ne rendiamo conto, cosa facciamo? Ci basta mandare armi all’Ucraina e gridare al mostro Putin: “Fermati!”, sapendo benissimo che egli non ci ascolterà?
di Raniero La Valle Cari amici, stiamo vivendo una svolta storica, carica di simboli e presagi, che nell’ultima settimana ha raggiunto probabilmente il punto di caduta più vicino all’abisso. Noi però abbiamo l’impressione che la fase stia cambiando e che forse nei prossimi mesi comincerà la risalita e torneremo a vedere la luce. Nell’incontro perContinua a leggere “Come se Dio non ci fosse”
Ennio Remondino su Remocontro La percezione della minaccia che incombe sul mondo sta diffondendosi oltre prevenzioni ideologiche o di schieramento. Trump-Netanyahu: uno dei due un criminale ricercato per crimini di guerra, e l’altro un caricaturale mancato Nobel per la pace che s’è fatto trascinare in una guerra catastrofica da cui la sua personalità disturbata nonContinua a leggere “Il duo Trump-Netanyahu in che catastrofe precipitano il pianeta?”
In politica più che in altri settori della vita pubblica, montare e smontare il protagonismo degli aspiranti leader è sport diffuso tra i media. Sempre meno complicato che entrare nel vivo delle questioni e del dibattito in corso. Vale per chi è dentro come per chi è fuori. Simpatizzare suona meno impegnativo di partecipare, figuriamociContinua a leggere “Giu le mani da Silvia Salis”
da Remocontro Nessuno è così stolto da preferire la guerra alla pace, poiché in tempo di pace sono i figli che portano alla sepoltura i padri, mentre in tempo di guerra sono i padri che seppelliscono i figli.(Erodoto). La guerra nutre se stessa (Tito Livio) Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loroContinua a leggere “Contro la guerra”
Temo proprio che non sia consigliabile, e in molti casi perfino impossibile prendere sul serio molte dichiarazioni dell’attuale presidente Usa (speriamo per poco, una rielezione sarebbe fatale). Gli osservatori più seri lo sanno ma fingono di prenderle in considerazione (per non rinunciare allo scoop), prendendone tuttavia le distanze. Tanti altri invece si affrettano ad amplificarleContinua a leggere “La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’”