La pecora

***di Massimo Marnetto, 14 marzo 2022

Lasciamo che l’orso sbrani la pecora, perché quando è sazio è più ragionevole. Sembra questo il pensiero vero delle cancellerie occidentali, dietro alle dichiarazioni-petardo che minacciano ritorsioni del tutto inefficaci rispetto alle bombe sull’Ucraina e alla dipendenza energetica dalla Russia. La diplomazia attende di vedere la carcassa di Kiev spolpata, per poi riaprire i tavoli. Con l’Occidente che stigmatizza e auspica. L’Onu che si riunisce. La Nato che ribadisce. E l’economia che preme per il ripristino dell’import-export, soprattutto delle materie prime dell’energia. 

A esequie avvenute dell’Ucraina, tutto riprenderà come prima. E tutti archivieranno il caso rapidamente (vedi Crimea), pur di riprendere il flusso degli affari. Perché tra ideali e interessi, ormai sono questi ultimi a prevalere. E la perdita di una pecora non vale certo la preoccupazione delle borse.

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