Solidarizzo con gli studenti (non con i violenti) in piazza contro l’alternanza scuola-lavoro. Un sistema pensato per saldare precocemente istruzione e produzione, spesso deviante rispetto alla prosecuzione degli studi per raggiungere l’alta formazione necessaria per rendere competitivo il Paese. Per uscire da questo esperimento ormai anacronistico, sarebbe invece molto più utile lanciare un’ alternanza scuola-università.
Con incontri organizzati per i maturandi, in modo che possano prendere confidenza con gli atenei, parlando con docenti comunicativi e universitari dedicati all’accoglienza. Una frequenza settimanale delle facoltà consentirebbe loro di esplorare varie discipline, così da facilitare la scoperta di interessi latenti o magari vere passioni, che li invoglino ad iscriversi.
Così avremmo più laureati, che in Italia scarseggiano. Mentre abbiamo bisogno di intelligenze umane in grado di interagire con quelle artificiali. Ma ci sarebbero anche vantaggi sociali, visto che in genere i cittadini più colti sono più capaci di apprezzare la democrazia, nonostante la sua complessità. Persone – insomma – che non puoi tenere buone promettendo solo meno tasse.
In politica più che in altri settori della vita pubblica, montare e smontare il protagonismo degli aspiranti leader è sport diffuso tra i media. Sempre meno complicato che entrare nel vivo delle questioni e del dibattito in corso. Vale per chi è dentro come per chi è fuori. Simpatizzare suona meno impegnativo di partecipare, figuriamociContinua a leggere “Giu le mani da Silvia Salis”
da Remocontro Nessuno è così stolto da preferire la guerra alla pace, poiché in tempo di pace sono i figli che portano alla sepoltura i padri, mentre in tempo di guerra sono i padri che seppelliscono i figli.(Erodoto). La guerra nutre se stessa (Tito Livio) Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loroContinua a leggere “Contro la guerra”
Temo proprio che non sia consigliabile, e in molti casi perfino impossibile prendere sul serio molte dichiarazioni dell’attuale presidente Usa (speriamo per poco, una rielezione sarebbe fatale). Gli osservatori più seri lo sanno ma fingono di prenderle in considerazione (per non rinunciare allo scoop), prendendone tuttavia le distanze. Tanti altri invece si affrettano ad amplificarleContinua a leggere “La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’”
Trump non è la civiltà americana, ne è solo un usurpatore e un sintomo grottesco, ma è pur vero che il Congresso non lo ha fermato, l’esercito non si è ribellato, i giudici hanno dovuto tacere, gli infermieri non l’hanno prelevato, il suo staff lo ha sostenuto. Quello che è finito è però il mito americano, di cui anche noi siamo stati vittime, il mito o “sogno americano”, “libertà democrazia e libera impresa”, in nome del quale sono state portate guerre e maledizioni in tutto il pianeta, e popoli interi resi servi, e i “valori occidentali” contrapposti al “resto del mondo”, parola del “Corriere della Sera”.
dí Francesco Sylos Labini La guerra in Ucraina è stata largamente interpretata, nella narrazione dominante dei media mainstream, come una guerra di aggressione imperialista: secondo questa lettura, Putin avrebbe deciso di negare l’indipendenza dell’Ucraina, puntando a riassorbirla nella Russia, in una logica spesso paragonata a quella della Germania nazista nel 1939. In questa prospettiva, negoziareContinua a leggere “L’Iran e il crollo dei doppi standard”