“La festa del lavoro sempre più precario e la disoccupazione cresce per le donne”, titolava ieri Repubblica. Ed era giusto sottolinearlo perché per trovare un senso ai festeggiamenti dovremmo anzitutto chiederci se e quanto le condizioni dei lavoratori siano davvero migliorate in una repubblica che da tre quarti di secolo si dichiara solennemente fondata sul lavoro.Come dar torto allora a chi, come Marco Gucci nell’articolo che segue, scrive che questa situazione non potrà mai essere corretta se non attraverso una rivoluzione culturale radicale”? / Alluvione di precarietà (Marnetto) / Omonimo (Sabelli)/ La pace cinese in Medio oriente dopo mezzo secolo di disparità Usa (Tramballi)
