L’anno prossimo compirò sessanta anni di una professione, quella giornalistica, di cui ho dovuto purtroppo assistere al progressivo degrado, sia in termini di qualità e competenza, sia di adeguato riconoscimento della medesima da parte degli editori. Che le due tendenze avrebbero proceduto insieme era prevedibile ma, con il dilagare delle collaborazioni esterne “un tanto a pezzo” il crollo delle retribuzioni ha raggiunto livelli così infimi da renderli, in gran parte dei casi, assolutamente incompatibili sia con la dignità del giornalista che con la buona qualità delle prestazioni. Il collega Stefano Ferrante dell’associazione stampa romana lascia intendere chiaramente, intervenendo su Facebook, che i progressi verificati dal sindacato nella lotta allo sfruttamento del lavoro giornalistico sono ancora piuttosto scarsi.
Giornalismo un tanto a pezzo /La guerra in Ucraina ‘esagera’ ma Biden-Putin non sanno come uscirne /Retro-negoziatori/Governo residuale
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Informazione, nasce il Forum permanente
Questa di rendere permanente il Forum mi pare un’ottima idea, soprattutto se varrà anche come strumento per sollecitare e favorire nelle grandi e piccole testate la solidarietà dei colleghi, troppo spesso oggi negata, a quanti vengono discriminati e isolati per non aver rinunciato ai doveri dell’autonomia e dell’etica professionale (nandocan). ****da articolo 21, 16 dicembreContinuaContinua a leggere “Informazione, nasce il Forum permanente”
ANSA – Freelance e precari scrivono al Papa: “Ci aiuti a far capire che non è privilegio” – Il rapporto LSDI: “Che fare?”
(ANSA) – FIRENZE, 2 NOV – Una lettera aperta, firmata da 11 giornalisti freelance italiani, e’ stata consegnata da qualche giorno al Pontefice, Papa Francesco. Tema: le condizioni “di sfruttamento e mancanza di tutele in cui versano in Italia la maggior parte dei giornalisti lavoratori autonomi”. “Secondo dati ufficiali, sono oggi il 60% di quelliContinuaContinua a leggere “ANSA – Freelance e precari scrivono al Papa: “Ci aiuti a far capire che non è privilegio” – Il rapporto LSDI: “Che fare?””
