Subito

di Massimo Marnetto

C’è aria di vendetta in Israele. Più dei morti e dei rapiti, brucia l’umiliazione per una nazione militarmente avanzata, che subisce un blitz di palestinesi senza divisa e con armi semi-artigianali. Ora il governo è al bivio tra soddisfazione (vendetta) e la soluzione (reazione ragionata). La prima scelta è più rischiosa: con l’annientamento di Gaza, il conflitto si propagherebbe immediatamente alle parti filopalestinesi presenti negli stati limitrofi.

Ma il rischio più grande è la saldatura del conflitto israelo-palestinese con quello russo-ucraino. L’arrivo della portaerei americana nelle acque del sud mediterraneo potrebbe innescare un simmetrico posizionamento di navi russe, facendo così alzare enormemente la tensione. Occorre un intervento delle maggiori potenze – subito – per scongiurare una reazione militare israeliana su vasta scala. Oltre ai comunicati di solidarietà, serve avviare trattative che finalmente portino alla convivenza di due stati, nel reciproco rispetto. Solo la pari dignità rende stabile la pace.


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