Vergognoso e immotivato licenziamento del direttore de “L’Espresso” Lirio Abbate
Chi, come e perché sceglie la linea editoriale di piccoli e grandi media in Italia e non solo in Italia? Che parte hanno nella decisione giornalisti, lettori, ascoltatori e telespettatori ? Più o meno la stessa che hanno i dipendenti e i clienti di qualunque azienda, cioè nessuna. A decidere è il proprietario, con la nomina del direttore di testata che sul giornale ha i poteri di un dittatore. Un tempo vincolato dal contratto di lavoro giornalistico, oggi con la diffusione del precariato anche nei media, lo è molto meno. Come assai meno garantita è anche l’autonomia del direttore dalla proprietà editoriale. Illuminanti al riguardo le vicende del gruppo editoriale Espresso – Repubblica.
Danilo Iervolino, 43 anni, imprenditore napoletano, così come aveva comprato una squadra di calcio, la Salernitana, pochi mesi dopo ha acquisito il 51 per cento di Bfc Media, ovverosia Forbes Italia, e con questa anche il gruppo editoriale l’Espresso. Lirio Abbate, giornalista investigativo e scrittore, da oltre vent’anni all’Espresso e ben noto per le sue inchieste sulla ‘drangheta e su “Mafia capitale”, promosso da vice direttore a direttore il 4 marzo scorso, in sostituzione di Marco Damilano, “per continuità nella direzione”, da domani, 21 dicembre verrá sostituito. Andrà al suo posto Alessandro Rossi, direttore di Forbes Italia, notoriamente testata giornalistica poco avvezza a un giornalismo d’inchiesta come quello dell’Espresso.
Secondo Dagospia, “la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è un’inchiesta, pubblicata nell’edizione di domenica scorsa, 11 dicembre, sull’Amazzonia. Ma cosa c’era di tanto scomodo nel lungo articolo, firmato da Paolo Biondani e Pietro Mecarozzi da giustificare il siluramento del direttore? La risposta è semplice: un attacco durissimo a Exor e Cnh di John “Yaki” Elkann. Le due società degli Agnelli venivano tirate in ballo tra quelle che finanziano i colossi brasiliani accusati dei roghi che stanno devastando le foreste amazzonica. E Yaki, memore dei bei tempi in cui era lui l’editore dell’Espresso, non avrebbe affatto gradito. Il nipote dell’Avvocato si è incazzato e l’ha fatto presente a Iervolino, minacciando di stracciare l’accordo per la distribuzione del settimanale in allegato a Repubblica (che scade a marzo). E a quel punto il vispo “golden boy” dell’editoria italiana si è rivalso sul direttore”.
Vera o falsa che sia l’indiscrezione, per questa “immotivata sostituzione del direttore Lirio Abbate proprio nel momento in cui deve essere attuato il piano editoriale”, i giornalisti dell’Espresso hanno proclamato lo stato di agitazione e dato mandato al comitato di redazione di prendere ogni tipo di iniziativa a tutela del prestigio e dell’indipendenza della testata”. Lo rende noto il cdr dell’Espresso, in una nota congiunta con il sindacato Rsa. E oggi, Martedì 20 dicembre, e il primo giorno di astensione dal lavoro del pacchetto di 10 affidato dall’assemblea al Cdr.
Per la redazione della rivista, a cui è andata subito anche la solidarietà di Articolo 21, “preoccupa la scelta del nuovo direttore di non lasciare altre direzioni e la non meglio precisata volontà di integrare e “omogenizzare” L’Espresso con altre testate del gruppo che nulla hanno a che fare con la storia e l’identità del nostro settimanale.
Siamo aperti al confronto con l’azienda e con il direttore su basi di chiarezza, trasparenza e reciproco rispetto, ma ribadiamo – concludono i giornalisti – che saremo intransigenti e compatti nel difendere il prestigio e l’indipendenza del nostro giornale“. E il segretario della Federazione nazionale della Stampa, Lorusso, si è detto “al fianco dei colleghi in tutte le iniziative di lotta per salvaguardare l’identità e il prestigio del giornale».
Col contante sull’autostrada
di Massimo Marnetto
”Inserire la carta – Attendere, prego – Ritirare la carta – Arrivederci” Ci vogliono circa 30 secondi per pagare al casello con la carta di credito. Mentre chi paga con i contanti deve versarli, aspettare il conteggio automatico, attendere il resto, raspare bene con la mano la vaschetta per raccogliere tutti gli spiccioli sperando che nessuna moneta gli cada costringendolo a scendere per raccoglierla, sistemarli nel borsellino e finalmente togliersi di mezzo.
Ecco, se Salvini vuole aggiornare la sua bacheca di ”rompiballe”, gli proporrei di togliere chi paga il caffè con un rapido contatto al Pos e inserire invece chi ancora usa i contanti per pagare i pedaggi, allungando le file ai caselli, soprattutto nei periodi festivi.
Chi è il filosofo?
di Giovanni Lamagna
E’ una persona come tutte le altre; non necessariamente o particolarmente istruita. Che, però, a differenza della maggioranza delle persone, anche di quelle molto istruite, sottopone continuamente il suo pensiero ad uno stress-test, che lo porta a valutare le estreme conseguenze delle sue ipotesi di partenza, per verificarne (testarne, appunto!) la valenza, la validità teorica.
Il filosofo, quindi, è uno abituato a dialogare continuamente con l’Altro da sé, che ne mette in crisi, in discussione, continuamente non solo i pensieri, le idee, ma anche le pulsioni, le emozioni, i sentimenti.
Il filosofo, insomma, è uno che interroga continuamente sé stesso e si fa interrogare dagli altri.
E su questi interrogativi e sui tentativi di dare loro risposte forma, plasma la sua stessa esistenza, il suo stile di vita.
Come mi ha insegnato Pierre Hadot, specie nel suo “La filosofia come modo di vivere” (Einaudi 2008).
- (senza titolo)Qual è stato il primo videogioco a cui hai giocato? non ricordo, ho 90 anni
- ‘Fare gli italiani’ tra libro Cuore e PinocchioAntonio Cipriani su Polemos Scrivo e cancello, poi riscrivo e soffro mettendo una accanto all’altra parole di sbigottimento e vergogna, di preoccupazione per quello che stiamo vivendo, per quello che sarà. Cancello ancora. Non ce la faccio a parlare ancora del Paese Innominabile. E non mi fa ridere per niente la scenetta degli azzeccagarbugli del… Read more: ‘Fare gli italiani’ tra libro Cuore e Pinocchio
- Torna la newsletter di Costituente TerraLa newsletter di Costituente Terra, associazione a cui sono iscritto fin dalla fondazione, torna con cadenza settimanale per raggiungere chi già la conosce e chi ancora non la conosce. Uno strumento per informare sulle attività e sugli appuntamenti, condividere notizie e sviluppare riflessioni sui temi al centro del nostro impegno (nandocan) Ritorna in una fase… Read more: Torna la newsletter di Costituente Terra
- Mafia e terrorismo al mercato nero delle armi ucraineÈ la doppia morale — un metro per i potenti e uno per i comuni mortali — che porta più danni a questo mondo: guerre, occupazioni, ingerenze mascherate da diritto internazionale quando in realtà sono strumenti di dominio. E il danno non si ferma alla politica estera. Una volta che le armi vengono considerate legittimo… Read more: Mafia e terrorismo al mercato nero delle armi ucraine
- Salvare Reportdi Massimo Marnetto Salvare Report, a prescindere da Ranucci, è possibile, oltre che doveroso. La soluzione migliore sarebbe ridare la conduzione della trasmissione a Milena Gabanelli – ad interim per una stagione – con il mandato della continuità delle inchieste e l’individuazione di un nuovo conduttore/conduttrice. La giornalista – nota per la sua professionalità e… Read more: Salvare Report
