Ratto ad opera del genio

di Massimo Marnetto

La Corrente Atti Provocatori e Raggiri Artistici (C.A.P.R.A.) esprime il proprio rammarico per le clamorose dimissioni di Vittorio Sgarbi. Che ritiene ingiustamente perseguitato, solo per aver dato sfogo alla sua esuberanza erotico-estetica espressa nel ratto di un quadro. La CAPRA contesta la versione borghese che l’appropriazione di un bene artistico sia sempre reato; e si batte affinché venga riconosciuta l’eccezione del ”ratto ad opera del genio”, in virtù del principio che il Bello e il Supremo abbiano il diritto naturale all’amplesso estetico.

La CAPRA richiama l’attenzione sul valore culturale dello sfogo d’ira, del turpiloquio e dell’apertura della patta con minaccia di ostentatio penis, come atti provocatori di insubordinazione porno-metafisica alla mediocrità perbenista. E pertanto pretende che sia riconosciuta l’esimente della foia estetica a Sgarbi, sostenendolo con il proprio grido di battaglia: CAPRA! CAPRA! CAPRA!


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