Antonio Cipriani su Remocontro
È appena uscito un libro di Wendell Berry che si intitola ‘Pensare in piccolo’. Nel mondo rozzo, culturalmente e politicamente, in cui siamo costretti a vivere i codici per essere felici si legano al consumo, in grande, al successo, o in grande o niente, alla realizzazione di mega progetti che possano essere raccontati in grande dai media. Insomma ti insegnano a pensare in grande (meglio sarebbe dire: a non pensare, ma obbedire in grande). Come se tutto debba sempre e solamente viaggiare sulle autostrade del pensiero. Come se quel “grande” non possa che essere invasivo, a senso unico, distruttivo. Proprio come il passaggio di un’autostrada su un territorio.
La modernità
È la modernità, strizza l’occhio il barbiere anarchico. Già, l’ineluttabile che guida il mondo verso il precipizio della devastazione del pianeta, in una corsa senza freni verso l’ottusa ricerca del profitto, costi quel che costi. Dentro un osceno meccanismo in cui non importano i principi etici che dovrebbero garantirci per lo meno la sopravvivenza, in un sistema sociale in cui la convivenza ci possa ancora essere.
Questa è la storia?
Eh, dicono i benpensanti, questa è la storia. E gongolano per il ritorno del concetto di guerra come necessità dello spirito, per la crescita economica delle società, anche statali e parastatali, che fanno affari con la morte dei poveracci sotto le bombe e i proiettili che portano progresso a quel filone ipocrita della democrazia della convenienza per pochi, a danno di tutti.
D’altra parte oggi i governi del mondo pensano in grande. E ci costringono a porci nella scia orribile di questo modo di correre senza limiti, senza futuro, senza memoria.
Wendell Berry, tra sentiero e strada
Scrive il grande Wendell Berry: «La differenza tra un sentiero e la strada non è solo quella più ovvia. Un sentiero è poco più di un’abitudine che deriva dalla conoscenza di un luogo. È una sorta di rituale di familiarità. Rappresenta una forma di contatto con un paesaggio conosciuto. Non è distruttivo. È il perfetto adattamento, attraverso l’esperienza e la familiarità, del movimento attraverso il luogo; obbedisce ai contorni naturali, aggirando gli ostacoli che incontra».
Strada, resistenza al paesaggio
Una strada invece, anche la più primitiva, è l’incarnazione della resistenza al paesaggio. La sua ragion d’essere non deriva semplicemente dalla necessità di muoversi, ma dalla fretta. Ciò che vuole è evitare il contatto con il paesaggio; cerca, per quanto possibile, di passarci sopra, piuttosto che attraversarlo; la sua aspirazione, come risulta evidente se consideriamo le nostre moderne autostrade, è quella di essere un ponte; la sua tendenza è quella di tradurre un luogo in mero spazio per attraversarlo con il minimo sforzo. È distruttiva, perché rimuove o distrugge tutti gli ostacoli sul suo cammino».
Tutto è farsa, tutto è appartenenza
Ecco, mi pare che in questa fase il sentiero che ci rende protagonisti della nostra vita, che ci fa riflettere sui temi, su ciò che è giusto e ciò che non lo è, sembra essere l’unica alternativa all’autostrada, a quel modo di vivere che ti priva di pensiero.
L’unica alternativa a quel modo di vivere che ti fa correre, lavorare, chattare in una specie di gioco inesorabile, senza capire il perché. In una arena mediatica e politica di ululati e perversione, dove niente ha radici, niente ha rispetto. Tutto è farsa. Tutto è apparenza.
- (senza titolo)Qual è stato il primo videogioco a cui hai giocato? non ricordo, ho 90 anni
- ‘Fare gli italiani’ tra libro Cuore e PinocchioGiovanni Punzo su Remocontro Scrivo e cancello, poi riscrivo e soffro mettendo una accanto all’altra parole di sbigottimento e vergogna, di preoccupazione per quello che stiamo vivendo, per quello che sarà. Cancello ancora. Non ce la faccio a parlare ancora del Paese Innominabile. E non mi fa ridere per niente la scenetta degli azzeccagarbugli del… Read more: ‘Fare gli italiani’ tra libro Cuore e Pinocchio
- Torna la newsletter di Costituente TerraLa newsletter di Costituente Terra, associazione a cui sono iscritto fin dalla fondazione, torna con cadenza settimanale per raggiungere chi già la conosce e chi ancora non la conosce. Uno strumento per informare sulle attività e sugli appuntamenti, condividere notizie e sviluppare riflessioni sui temi al centro del nostro impegno (nandocan) Ritorna in una fase… Read more: Torna la newsletter di Costituente Terra
- Mafia e terrorismo al mercato nero delle armi ucraineÈ la doppia morale — un metro per i potenti e uno per i comuni mortali — che porta più danni a questo mondo: guerre, occupazioni, ingerenze mascherate da diritto internazionale quando in realtà sono strumenti di dominio. E il danno non si ferma alla politica estera. Una volta che le armi vengono considerate legittimo… Read more: Mafia e terrorismo al mercato nero delle armi ucraine
- Salvare Reportdi Massimo Marnetto Salvare Report, a prescindere da Ranucci, è possibile, oltre che doveroso. La soluzione migliore sarebbe ridare la conduzione della trasmissione a Milena Gabanelli – ad interim per una stagione – con il mandato della continuità delle inchieste e l’individuazione di un nuovo conduttore/conduttrice. La giornalista – nota per la sua professionalità e… Read more: Salvare Report
